Scuola devastata, baby vandali denunciati

Sei minori e un neo maggiorenne accusati per il raid di Capodanno: petardi esplosi nei corridoi ed estintori svuotati nelle aule
SAN BENEDETTO DEI MARSI. La notte di Capodanno fanno irruzione nella loro ex scuola dando fuoco a documenti e lanciando petardi. A distanza di oltre due mesi, sono stati individuati e denunciati gli autori del raid: si tratta di sei adolescenti tra i 14 e i 16 anni e di un 18enne. Il primo dell’anno, poco dopo la mezzanotte, si erano intrufolati nella scuola primaria “Fontamara” di San Benedetto dei Marsi. L’allarme era stato dato da un residente che, affacciato alla finestra di casa, aveva notato dei lampi e sentito degli strani rumori dalla vicina struttura scolastica. Erano gli scoppi causati dai botti. L’uomo aveva chiamato i carabinieri e il sindaco di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio. I sette erano scappati. Stando alla ricostruzione fatta dai militari, uno di loro era riuscito a entrate da una finestra laterale e aveva aperto la porta agli altri. Una volta dentro gli adolescenti, tutti provenienti da famiglie di extracomunitari, residenti da anni a San Benedetto dei Marsi e a Pescina, avevano acceso dei petardi lungo i corridoi, azionato gli estintori e bruciato dei documenti trovati in aule e uffici. Avevano danneggiato anche stampanti e macchinette del caffè, buttandole a terra. Gli uomini dell’Arma avevano acquisito i filmati del sistema di videosorveglianza della scuola. Nell’istituto “Fontamara”, diretto dalla preside Maria Gigli, che da anni si adopera per la formazione e l’inclusione dei ragazzi, non era la prima volta che accadevano incursioni notturne e raid vandalici e per questo l’amministrazione comunale aveva fatto installare le telecamere nei vari ambienti.
Proprio grazie alle riprese della notte di Capodanno, i carabinieri sono riusciti a risalire agli autori del blitz.
I sei adolescenti sono stati individuati e segnalati alla competente Procura del tribunale per i minorenni dell’Aquila. L’unico maggiorenne, invece, dovrà rispondere alle contestazioni direttamente alla Procura di Avezzano. Il Comune di San Benedetto dei Marsi sta valutando se costituirsi parte civile qualora si arrivasse al processo. Per il momento i giovani e le loro famiglie non hanno formulato le loro scuse né alla scuola né alla comunità di San Benedetto dei Marsi.
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