Scuola, trasloco all’ex Cim La protesta dei genitori

Sono 350 gli alunni che a settembre inizieranno le lezioni alla zona Pip Le famiglie contestano il Comune: perplessi sull’indice di vulnerabilità sismica
SULMONA. Aspettavano da circa un anno comunicazioni ufficiali sui lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Lombardo Radice e ora l’affrettata comunicazione dell’altro ieri in consiglio comunale, sul trasloco nei locali del Centro di igiene mentale alla zona Pip, proprio non piace al consiglio di istituto della scuola. A rappresentare tutte le perplessità dei genitori è Pierluigi Marzi, presidente del consiglio dell’istituto Lombardo Radice-Ovidio. Sono 350 gli alunni che dovranno essere trasferiti da settembre, in un locale che non è ancora stato riconsegnato al Comune e di cui non si conosce il coefficiente di vulnerabilità sismica. «Per un anno abbiamo cercato di capire, dopo incontri con il sindaco e con l’assessore alla scuola e ai lavori pubblici, quale fosse l’entità dai lavori da realizzare per la messa in sicurezza dell’edificio», ricorda Marzi. «Dopo numerose Pec, a cui non è mai pervenuta risposta, solo ieri è arrivata alla segreteria della scuola la comunicazione sull’inizio dei lavori di messa in sicurezza contestualmente all’arrivo della ditta incaricata del trasloco». Le famiglie, dunque, tornano a rivendicare maggiori informazioni a 40 giorni dall’inizio dell’anno scolastico. «Ad oggi non si hanno notizie esaustive», aggiunge Marzi. «Qual è l’indice di vulnerabilità sismica degli edifici che ospiteranno temporaneamente gli alunni? Quali lavori dovranno essere effettuati per rendere idonei quegli edifici ad ospitare 350 alunni di scuola primaria che necessitano di servizio mensa? Quali saranno i tempi di realizzazione considerando che l’edificio che ospita il Cim non è stato ancora riconsegnato al Comune?». La distribuzione delle scuole a partire da settembre, coi lavori che dovranno essere avviati sui principali edifici scolastici cittadini, è stata diffusa su Facebook dal consigliere di maggioranza Andrea Ramunno, scatenando l’ira dei genitori per il mancato coinvolgimento. «Dopo aver ricevuto risposte esaustive sarò lieto di leggerle anche su blog o Facebook», conclude Marzi, «altrimenti queste comunicazioni laconiche hanno il sapore di un banditore rinascimentale, certamente in linea con la Giostra cavalleresca, ma un tantino anacronistiche». Anche Marilena Tucci ironizza sul metodo utilizzato della «democrazia partecipata», rivendicando «un maggior coinvolgimento».
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