Scuolabus, mense, asili e servizi: ecco quanto spende il Comune

15 Dicembre 2022

La giunta nega rincari alle tariffe per gli utenti, nel 2023 l’ente parteciperà a oltre la metà dei costi Serviranno tre milioni di euro: dopo la bacchettata della Corte dei Conti la cifra è inferiore al passato

L’AQUILA. Tre milioni di euro. Ecco quanto il Comune dell’Aquila nel 2023 sarà costretto a riversare dalle proprie casse pubbliche nei servizi a domanda individuale, cioè trasporto scolastico, mense, rette di asili, lampade votive, uso dell’Auditorium e proventi dai parcheggi, per far quadrare i conti. Gli incassi dalle tariffe degli stessi servizi – cioè quanto pagano i cittadini per goderne – copriranno infatti soltanto 2,5 dei 5,5 milioni di euro necessari, quindi meno della metà (per la precisione il 47,2%). Questo per effetto di sgravi, riduzioni in base al reddito e compartecipazioni del Comune nelle spese fondamentali per le famiglie, soprattutto in ambito scolastico.
A fornire tutti i numeri dei costi e dei ricavi previsti nel 2023 è la delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta del sindaco Pierluigi Biondi, che fissa proprio il “tasso di copertura dei servizi a domanda individuale”.
IL COSTO DEI SERVIZI
Sono proprio quelle legate alla scuola le voci più onerose per le casse municipali: il bilancio dovrà infatti compensare 1,3 milioni di euro di mancati introiti dalle rette delle mense (quasi la metà dei costi), 860mila da quelle per gli scuolabus (cioè l’86% del totale), oltre 400mila da quelle per l’assistenza e la vigilanza all’esterno delle scuole (l’80% del totale), 414mila da quelle per gli asili comunali (il 68%)e 30mila da quelli privati convenzionati (il 20%).
Se gli introiti da parcheggi e Auditorium del Parco del Castello compensano quasi del tutto le spese, c’è una sola voce che vede il municipio registrare un guadagno vero e proprio: si tratta del servizio delle lampade votive, per cui il Comune prevede di incassare più del doppio dei costi da affrontare, 250mila contro 121mila.
NESSUN AUMENTO PER GLI UTENTI
Anche se il Comune dovrà compensare quasi la metà dei costi dei servizi a domanda individuale – trovando, appunto, risorse per un totale di tre milioni di euro – la giunta garantisce comunque di non volere aumentare la spesa per i cittadini che ne usufruiscono, già alle prese con gli aumenti dovuti alla crisi energetica: «È intenzione dell’amministrazione comunale confermare le attuali tariffe vigenti per i servizi di cui trattasi», si legge infatti nella delibera approvata nei giorni scorsi.
IL TAGLIO DEI COSTI
Il Comune ha comunque praticato un taglio dei propri costi per garantire i servizi. E il 47,20% di copertura con le tariffe pagate dagli utenti è un risultato sicuramente migliore di quanto visto in passato. Basti pensare che nel 2018 la copertura era del 26% e il Comune era costretto a trovare altrove ben cinque milioni di euro mancanti per coprire una spesa per i servizi a domanda individuale che superava la soglia dei sette milioni. I numeri del 2018 furono infatti oggetto di un pronunciamento della Corte dei Conti regionale con cui si invitava l’ente «a una revisione delle tariffe applicate o alla riduzione dei costi, in modo da garantire un rapporto proventi/costi che non gravi, in modo significativo, sulle risorse proprie dell’ente stesso», come si legge nella delibera del 2020 con cui la giunta prendeva atto dell’analisi dei giudici contabili, dando il via «alla costituzione di un gruppo di lavoro intersettoriale con la finalità di individuare possibili ipotesi di revisione del sistema tariffario dei servizi stessi, ovvero di riduzioni dei relativi costi, onde contrarre gli oneri gravanti sulle risorse proprie dell’ente». Gruppo di lavoro ufficialmente nominato alla fine dello scorso mese di gennaio e che si componeva di sei esperti e dirigenti del municipio. Il taglio dei costi, appunto, evicentemente c’è stato.
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