Scuole al freddo, famiglie in rivolta

25 Ottobre 2018

La richiesta al Comune: anticipare l’accensione dei termosifoni senza attendere la data prevista del 5 novembre

SULMONA. Il freddo di questi ultimi giorni, che ha fatto scendere a picco le temperature e persino la neve a basse quote, ha raffreddato prima del tempo le mura e gli ambienti delle scuole sulmonesi. Sembra non esserci pace per gli studenti degli istituti scolastici cittadini alle prese col servizio mensa fermo, le palestre chiuse e le rigide disposizioni scolastiche in materia di consumo dei pasti in classe. Ora, a complicare le cose ci si mettono anche le temperature che di primissima mattina hanno raggiunto finanche i cinque gradi. Ieri alle 8, la colonnina di mercurio segnava sei gradi nei Musp alla ex caserma Battisti e uno in più all’asilo nido di via L’Aquila. Da qui la protesta mai sopita dei genitori per le mense e le palestre in stand by, torna a farsi sentire per i riscaldamenti spenti. Da Palazzo San Francesco è stato programmato l’avvio dei termosifoni nelle scuole e negli uffici pubblici dal 5 novembre, dopo il ponte di Ognissanti. Dal canto loro, invece, le famiglie chiedono che si faccia un’ordinanza almeno per questi giorni fino al rientro in classe, dopo i giorni di festa. «Nelle aule fa freddo», fanno notare alcuni genitori. «Soprattutto nelle prime ore della mattina i bambini sono costretti a stare fermi sui banchi, perché non hanno nemmeno aree o palestre dove potersi muovere un pochino e riscaldare. Per questo, chiediamo almeno in questo caso un intervento risolutivo da parte del Comune. Del resto, un’ordinanza sui riscaldamenti non comporta nulla di complicato, o almeno lo speriamo». La situazione, inoltre, è particolarmente delicata nei Musp, dove le temperature salgono o scendono in base a quelle esterne più rapidamente trattandosi di strutture prefabbricate in lamiera. «Non c’è una palestra, non c’è la mensa e ora pure i riscaldamenti spenti», fanno notare alcune mamme fuori dai moduli prefabbricati, «ma è mai possibile che andare a scuola in questa città debba diventare un’odissea? In questo caso, è vero, le temperature si sono abbassate da un giorno all’altro, ma a parte le previsioni che lo hanno annunciato abbondantemente, occorre intervenire in modo tempestivo. Molti di loro sono piccoli di età e sono già alle prese con influenze e malanni prima del tempo».
Perciò, in attesa che i termosifoni vengano accesi, i genitori sono costretti a vestire i loro figli a strati con maglioni e giubbini da mettere o togliere all’occorrenza. Intanto, come conferma l’assessore Nicola Angelucci, la proroga sull’uso dei Musp è arrivata ieri, con gli uffici comunali che dovranno trovare la soluzione amministrativa migliore.
©RIPRODUZIONE RISERVATA