Scuole al posto del teatro tenda, l’idea divide

15 Gennaio 2019

Paganica, il Comune vuole abbattere la struttura per un nuovo polo culturale. Asbuc contraria

L’AQUILA. L’oggetto della determina comunale è “Progetto di completamento del teatro tenda in Paganica, L’Aquila”. L’impegno di spesa è di 1.200.000 euro stanziati dal Cipe con deliberazione numero 48/2016. Il dirigente nella premessa scrive che “il settore Ricostruzione beni pubblici, su indicazione dell’Amministrazione, sta predisponendo apposito programma di attuazione di tale delibera, programma che sarà avviato dal servizio preposto”. Chi non conosce bene i magheggi della burocrazia potrebbe pensare: bene, finalmente il teatro tenda di Paganica (forse qualcuno ricorda che fu costruito venti anni fa come “merce” di scambio con la discarica che doveva sorgere a Monte Manicola la cui costruzione fu bloccata dalla rivolta popolare dei paganichesi) verrà finalmente ristrutturato e utilizzato. In realtà non è così perché mentre la ex giunta guidata dal sindaco Massimo Cialente – anche grazie a un sostanzioso contributo di Cgil, Cisl e Uil che si sarebbe aggiunto ai fondi Cipe – aveva annunciato il rapido avvio dei lavori per la valorizzazione della struttura, l’attuale giunta guidata dal sindaco Pierluigi Biondi non solo non ha intenzione di portare a compimento quanto deciso dalla vecchia amministrazione, ma dopo alcuni studi di fattibilità ha deciso l’abbattimento del teatro tenda e di tutto il resto e la realizzazione al suo posto di un polo scolastico (scuola dell’infanzia, elementari e medie).
A questa ipotesi, già prima di Natale, si è opposto Fernando Galletti, presidente dell’amministrazione dell’uso civico (Asbuc) di Paganica e San Gregorio che tra l’altro ha suggerito una sorta di compromesso: ristrutturare il teatro tenda e affidarlo in gestione all’Asbuc e abbattere tutte le altre strutture (il teatro tenda è solo una parte del complesso) e realizzarci le scuole.
Il consigliere comunale di maggioranza (Noi con Salvini), residente a Paganica, Daniele Ferella, conferma però la volontà dell’amministrazione di abbattere l’esistente e far nascere il polo scolastico.
«Relativamente alla gestione del solo teatro tenda», dice Ferella, «abbiamo fatto fare degli approfondimenti dai quali emerge che per gestire la struttura, che ha una potenzialità di 2000 posti, ci vorrebbero 2.000 euro al giorno, un costo insostenibile per chiunque».
E allora come si spiega la determina? Si tratta di un atto dovuto per impegnare i soldi anche per il 2019 in attesa che giunta e consiglio rimodulino la cifra in funzione del nuovo progetto che è ancora tutto da fare. A fine anno di determine simili ce ne sono state diverse fra cui l’ex dazio a Porta Napoli, Porta Leoni, e persino il Prg per il quale – sembra – l’attuale amministrazione voglia buttare via quello messo a punto dall’ex amministrazione Cialente (che nei primi mesi del 2017 non fu però portato in consiglio) e ricominciare da capo e sarebbe l’ennesima volta a partire dal Prg (che doveva riformare quello del 1975) messo a punto trenta anni fa dall’amministrazione guidata dal sindaco Enzo Lombardi con assessore all’Urbanistica Romano Ferrauto. La storia insomma si ripete. Ci hanno inutilmente provato anche i sindaci Antonio Centi e Biagio Tempesta. Ma troppi sono gli interessi pubblici e privati intorno alla pianificazione per arrivare a una sintesi condivisa.
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