Scuole, al via i lavori per allargare le aule

Tecnici all’opera in attesa di notizie sulla richiesta di slittamento della riapertura a dopo il voto. Asili nido, crollo di iscrizioni
L’AQUILA. Sono iniziati ieri i lavori di adeguamento dell’edilizia scolastica comunale (asili nido, scuole materne, elementari e medie) alle prescrizioni antiCovid contenute nel protocollo approvato dal Comitato tecnico scientifico per gestire la sicurezza negli istituti in vista della ripartenza del 14 settembre. A comunicarlo, in conferenza stampa, il sindaco Pierluigi Biondi e gli assessori comunali Francesco Cristiano Bignotti (Politiche sociali, educative e scolastiche) e Vittorio Fabrizi (Opere pubbliche).
SLITTAMENTO. Ripartenza che, ha annunciato il primo cittadino, potrebbe, però, anche slittare. Il presidente dell’Anci Abruzzo, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, ha infatti inoltrato all’assessore regionale Pietro Fioretti la richiesta per posticipare la ripresa delle lezioni a dopo la tornata elettorale del 20 e 21 settembre. «La richiesta nasce dalla volontà di contenere i costi di allestimento e smantellamento dei seggi, che all’Aquila saranno aperti in 26 plessi», ha spiegato Biondi. In attesa che la Regione decida, il Comune lavorerà comunque per garantire il completamento di tutti gli interventi entro la data di riapertura a oggi prevista. E sarà una corsa contro il tempo, visto che gli edifici interessati sono una quarantina. I lavori, complessivamente, ammontano a 400mila euro (le coperture provengono da risorse stanziate ad hoc dal Miur) e, ha precisato Biondi, «sono stati suddivisi in quattro lotti: il primo, da 83 mila euro, riguarda l’istituto Rodari; il secondo, da 110mila euro, il circolo didattico Amiternum; il terzo, da 103mila euro, il Silvestro e il Galilei; il quarto, da 102mila euro, il comprensivo Alighieri». La tipologia degli interventi è stata decisa insieme ai dirigenti scolastici, «a seguito di un confronto», ha detto Bignotti, «iniziato a maggio e mai interrotto. La ripartenza avverrà in sicurezza e senza troppi stravolgimenti».
AULE DA ALLARGARE. Dal punto di vista tecnico, infatti, ha spiegato Fabrizi, «si tratta di lavori non particolarmente complessi. Perlopiù saranno abbattuti dei tramezzi e saranno adeguati gli impianti per poter allargare le aule o per destinare alla didattica locali che fino ad oggi hanno avuto altre funzioni». Nell’ambito di tale riorganizzazione, hanno garantito sindaco e assessori, non si ricorrerà all’uso delle palestre mentre le scuole in cui i refettori saranno riconvertiti ad aule sono solo due, la De Amicis e la Celestino V. «Ma il servizio», ha assicurato Bignotti, «sarà comunque garantito. Le vaschette multiporzione saranno consumate in classe, ma prima e dopo ogni pasto le aule dovranno essere sanificate. Siamo riusciti a scongiurare i doppi turni, forse avremo qualche problema con il pre e il doposcuola ma con i dirigenti ci stiamo confrontando anche su questo. Devo denunciare invece i forti ritardi nella fornitura dei banchi monoposto per colpa della burocrazia e della lentezza del governo». Bignotti ha reso noto che si è verificato un crollo delle domande (iscrizioni e conferme) per gli asili nido: «A oggi ne sono arrivate 170, l’anno scorso nello stesso periodo ne erano 250».
RICOSTRUZIONE. Parlando di ricostruzione post-sisma, Biondi ha fatto sapere che sono iniziati i lavori di demolizione della scuola primaria di Valle Pretara e che a breve saranno chiusi i cantieri di Arischia (Crescenzo Taranta) e Pettino (Mariele Ventre). Inoltre, ha annunciato sempre il sindaco, entro la fine del 2020 dovrebbero essere appaltati i lavori di altri 4 istituti: la scuola d’infanzia Pettino-Vetoio, la Celestino V, la scuola d’infanzia di Pianola e l’elementare di San Sisto-Santa Barbara. Attualmente si sta chiudendo la fase della progettazione definitiva.
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