Scuole, ancora 32 gli istituti nei Musp

Sui 36 edificati dal 2009 si è mosso poco o nulla. Silvia Frezza (Comitato): eppure sono disponibili più di 44 milioni
L’AQUILA. A quasi dieci anni dal sisma, sono ancora 32, sui 36 costruiti nel 2009, i Musp (Moduli ad uso scolastico provvisorio) attivi in tutto il territorio aquilano, nonostante i fondi per la ricostruzione non manchino.
A denunciare la situazione è Silvia Frezza, del comitato Oltre il Musp. «Gli anni passano, le amministrazioni si alternano, ma la musica è sempre la stessa». Che niente o poco sia cambiato negli anni, lo dimostrerebbe, secondo Frezza, il “Programma di assetto della ricostruzione dell’edilizia scolastica”, approvato dalla giunta comunale lo scorso novembre. Un programma in cui sono contenute preziose informazioni sulla popolazione scolastica (diminuita del 7% in totale da dopo il terremoto) e le linee di indirizzo da adottare nel prossimo futuro. «Il documento non ha fatto che spostare in avanti le date della ricostruzione delle scuole», attacca il Comitato. «Intanto generazioni intere di bambini e adolescenti non sanno cosa vuol dire seguire le lezioni in un edificio in muratura».
IL PROGRAMMA. Con il documento si è provveduto a una “individuazione organica e completa degli edifici da demolire, da ricostruire, da riconvertire o da adeguare: l’obiettivo è quello di fornire i principali indirizzi operativi”.
GLI INTERVENTI. Il programma spiega che: «A fronte di un urgente bisogno di interventi sull’edilizia scolastica danneggiata dal terremoto e ancora inagibile, sono già stati realizzati alcuni interventi di riparazione, in parte a diretta cura dell’amministrazione comunale (edifici classificati B) e in parte tramite l’intervento del Provveditorato alle Opere pubbliche (edifici classificati A)». Si tratta di interventi assolutamente insufficienti, a 10 anni dal terremoto, secondo il Comitato. «Di questo passo le scuole non saranno mai ricostruite», chiosa Frezza.
POPOLAZIONE. Il documento analizza la popolazione scolastica complessiva e rivela un calo del 7,5% rispetto a prima del sisma, coerentemente con il calo demografico subìto dalla popolazione del comune: «Il calo più sensibile si ha in riferimento alle scuole medie (-16,9%), mentre decisamente meno significativo è il calo nelle scuole primarie (-3,5%) e in quelle d’infanzia (-5%). Non sorprende invece rilevare come il calo sia soprattutto concentrato nell’Aquila capoluogo (-13,1%), mentre la popolazione scolastica nelle frazioni è in aumento (+8,6% all’Aquila Est e +9,5% all’Aquila Ovest) e compensa parzialmente il calo subito all’Aquila capoluogo».
I FINANZIAMENTI. «Le scuole che devono ancora essere oggetto di intervento sono in parte già oggetto di specifici finanziamenti», come spiegato nero su bianco dal programma. Si tratta di più di 44 milioni di euro già stanziati, a cui dovrebbero essere aggiunti i 16 milioni di interventi sugli edifici scolastici già approvati, ma da finanziare. Sono già stati utilizzati, invece, quasi 8 milioni per la riparazione di strutture A e B e per la ricostruzione di alcune scuole.
«Questa è la vera vergogna», sottolinea Frezza. «I soldi ci sono, ma non sono utilizzati e intanto i nostri ragazzi continuano ad andare a scuola nei Musp. Per di più solo lo scorso anno sono state chiuse le strutture in muratura della primaria di Preturo e dell’infanzia di Arischia, a seguito dei risultati degli esami sull’Indice di vulnerabilità sismica».
MUSP. Intanto i moduli provvisori attualmente presenti sul territorio «andranno rimossi, a eccezione di quelli che saranno ritenuti idonei a nuova destinazione, anche in considerazione delle buone qualità costruttive e realizzative», si spiega nel documento; «i Musp potranno essere ancora funzionali al piano scolastico nel caso di collocazione temporanea degli studenti necessaria per procedere alla costruzione delle nuove scuole». Dichiarazioni che preoccupano il Comitato Oltre il Musp, «soprattutto per la mancanza di date certe».
LUCE IN FONDO AL TUNNEL. Lo stesso documento, tuttavia, parla di somme finanziate dalle delibere Cipe per gli interventi su alcune scuole: infanzia e primaria di Arischia, polo di Santa Barbara, infanzia di Pettino, polo Gignano-Torretta, polo di Paganica, polo di Pianola, polo di Sassa, primaria di Coppito. «Ci auguriamo che sia solo la prima parte di un programma molto più esteso», conclude Frezza. «Tutti gli alunni aquilani hanno diritto a una scuola vera».
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