Scuole comunali, si riparte (quasi) da zero

21 Aprile 2019

Molti edifici abbandonati dal 6 aprile 2009. Nel territorio ci sono 42 strutture dell’infanzia, 29 primarie e 5 medie

L’AQUILA. Ci sono 42 scuole dell’infanzia nel territorio comunale dell’Aquila, 29 scuole primarie (elementari) e 5 scuole secondarie di primo grado (medie).
Diverse scuole d’infanzia (asili) sono in funzione perché agibili, soprattutto in alcune frazioni. Molte, però – e in particolar modo nel centro storico – non sono funzionanti. E in alcuni casi, come la Silvestro dell’Aquila, lungo il Viale (accesso anche da via Coppito) sono diventate vere giungle, con la vegetazione che in questi dieci anni ha completamente coperto l’edificio.
Molte scuole sono ospitate ancora nei Musp (Moduli a uso scolastico provvisorio), a distanza di dieci anni. A dire il vero, non c’è una grandissima spinta neppure da parte dei genitori, a cambiare questa condizione, perché molti ritengono i Musp più sicuri delle scuole, pur essendo “Moduli provvisori”. Sulla ricostruzione delle scuole un anno fa il sindaco, Pierluigi Biondi, ha firmato un accordo con l’Autorità nazionale anticorruzione e il dirigente del Provveditorato regionale per Abruzzo, Lazio e Sardegna, per «velocizzare e semplificare i processi di ricostruzione delle scuole del comune dell’Aquila, danneggiate a seguito del terremoto del 2009, assicurando al tempo stesso un controllo di legalità sugli appalti». Tempo prima, la giunta comunale aveva approvato lo schema dell’intesa grazie alla quale, ai sensi della legge 172 del 2017, «è possibile ricorrere a procedure semplificate per intervenire sugli edifici scolastici lesionati a seguito del sisma, riducendo i tempi per gare d’appalto e affidamento dei lavori. In base all’accordo, inoltre, il Provveditorato svolgerà l’attività di centrale unica di committenza per le opere di importo inferiore alla soglia di rilevanza europea, mentre per le somme che superano tale limite sarà la stazione appaltante». «La firma del documento congiunto con Anac e Provveditorato rappresenta, a nove anni dal sisma, un punto di svolta nell’azione di ripristino dell’edilizia scolastica, che questa amministrazione intende iniziare e concludere in tempi rapidi», è il commento di allora del sindaco Biondi. È trascorso un anno, ma di cantieri avviati per la ricostruzione delle scuole di competenza comunale, non se ne vedono. E poco vale anche prendere l’esempio negativo dei terremoti del 2016 e 2017 Lazio-Umbria-Marche, perché in quei territori mentre la ricostruzione privata langue, si è pensato prima alle scuole. Alcuni esempi sono le progettazioni già avviate degli edifici pubblici come la scuola d’infanzia di Folignano (Ascoli), il Classico di Fermo, scuola Radice Rieti, d’infanzia Sant’Elpidio, due scuole a Ospedalicchio (Perugia), Liceo Pieralli Perugia, Licei Marconi e Mariani e Pedagogico Rieti, elementare Monte Urano, l’edificio comunale di Posta (Rieti). E in Abruzzo una scuola a Celano, una Cugnoli (Pescara), la scuola San Giuseppe di Teramo e il nuovo plesso scolastico di Montorio.
«Sull’edilizia scolastica comunale quest’amministrazione si è trovata a dover affrontare una situazione complessa. Siamo stati costretti a ricominciare da zero», è il commento del sindaco Biondi. «A novembre scorso è stato approvato il nuovo piano di riassetto, con cui sono state colmate lacune lasciate da chi ci ha preceduto, coinvolgendo e concordando gli interventi con l’Ufficio scolastico regionale. Per ogni singolo edificio di proprietà del Comune c’è ora un responsabile del procedimento, che dovrà rispettare un cronoprogramma degli interventi».
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