Scuole da accorpare, sindacati in rivolta

Bocciate le unioni Classico-Croce e Artistico-Galilei: «Così si penalizzano le aree interne e montane»
AVEZZANO. «Il Liceo classico Torlonia non può essere unito al Liceo Croce e l’Artistico Bellisario non può andare con l’Istituto Galilei». Il secco no al dimensionamento scolastico arriva dalle organizzazioni sindacali. Secondo quanto prevedono le linee guida ministeriali, l’Abruzzo dovrà essere ripartito in undici istituzioni scolastiche tra le quattro province. Nel particolare, ad Avezzano si va verso un grande polo scolastico con due indirizzi diversi. L’Istituto d’istruzione superiore Torlonia-Bellisario, che attualmente comprende il Classico e il Liceo artistico, verrebbe sdoppiato. Il Classico sarebbe unito al Croce, formando l’area umanistica, con una sola dirigenza (al Torlonia potrebbero essere dirottate anche alcune classi del Croce). L’Artistico dovrebbe essere accorpato con l’Istituto d’istruzione superiore Galilei, che comprende anche il Leon Battista Alberti per geometri e che diventerebbe il nuovo Iss Galileo-Bellisario. Nella conferenza di ieri mattina nella sede del Classico è stato ribadito che il dimensionamento scolastico non deve essere messo in atto. «Per mesi», hanno spiegato Miriam Del Biondo (Flc-Cgil), Cosimo Faella (Cisl scuola), Maria Gracia Commito (Uil scuola), Maria Rosaria Lupi (Snals Confsal) e Claudio Di Cesare (Fgu Gilda Unams), «abbiamo avuto incontri con le amministrazioni comunali per evitare che la provincia dell’Aquila fosse coinvolta nei tagli. In tutte le norme di riferimento si parla sempre di difesa delle aree interne e montane. Perché toccare L’Aquila, se per antonomasia, è interna e montana? Che senso ha investire economicamente nelle aree interne se poi si sopprimono istituzioni scolastiche che rappresentano la vita di una comunità?». È di ieri la notizia che su proposta dell’assessore Pietro Quaresimale è stato differito al 31 dicembre il termine ultimo per l’approvazione del piano regionale “Dimensionamento della rete scolastica e ampliamento dell’offerta formativa”. Le Province potranno presentare gli eventuali nuovi piani di dimensionamento della rete scolastica per l’anno scolastico 2024-2025, anche eventualmente a integrazione di quelli già presentati, entro il 18 dicembre; devono essere salvaguardate le specificità delle istituzioni scolastiche situate nei comuni montani.

