Scuole dentro i container a 5 anni e mezzo dal sisma

Domani la prima campanella, ecco la mappa dei moduli provvisori da sistemare Tra infiltrazioni d’acqua e spazi carenti ecco dove studiano i giovani aquilani
L’AQUILA. Suonerà domani mattina la prima campanella nelle scuole della città. Al via dunque un nuovo anno scolastico che dovrà fare i conti, però, con vecchi problemi, primo tra tutti lo stato di degrado dei Musp (moduli a uso scolastico provvisori). Dei 32 realizzati per fronteggiare l’emergenza terremoto, neanche uno oggi, a cinque anni dal sisma, è stato rimosso o sostituito.
LE DATE. I primi a tornare sui banchi saranno gli alunni degli istituti tecnici e professionali (l’Ipsiasar da Vinci-Colecchi e l’Amedeo d’Aosta con Itis, Itas e istituto commerciale); lunedì, invece, sarà la volta di Cotugno, liceo Scientifico e scuole medie Dante-Carducci e Paganica. Riprenderanno per ultime, l’11 settembre, le medie Mazzini-Patini e Rocca di Mezzo.
I PROBLEMI. Mentre in Emilia Romagna, dopo pochi mesi dal sisma, sono state ricostruite 58 scuole vere, L’Aquila è ancora alle prese con i moduli provvisori. L’istituto d’istruzione superiore Leonardo da Vinci-Colecchi (Ipsiasar, tecnico per geometri, professionale per l’agricoltura e per il commercio) è costretto in strutture senza palestra e laboratori, con aule e corridoi stretti. Proprio sulla scuola si sono accese, nei giorni scorsi, forti polemiche, sfociate in uno «scaricabarile» di responsabilità tra Provincia e Comune. Intanto, i lavori per la realizzazione della palestra sono fermi e la mancanza di luoghi idonei inizia a essere un problema serissimo, come denunciato più volte dal preside Domenico Evangelista, in pensione dal primo settembre e in attesa di essere sostituito.
Non è migliore la situazione nel Musp della media di Paganica, di fatto un container di lamiera. «Da aprile si soffoca, gli ambienti sono piccolissimi e la palestra è un tendone in cui piove dentro», spiega il preside Giuliano Tomassi, sostituito dal primo settembre da Antonella Conio. «Diversi problemi ci sono anche per le fognature e la sera il cortile della scuola, che non viene custodito, diventa una zona di ritrovo per gente di ogni tipo». Pesanti infiltrazioni d’acqua sono anche nel Musp della Carducci, in via Scarfoglio: «Il tetto è ormai una groviera, abbiamo chiesto più volte al Comune di intervenire e speriamo lo faccia prima della riapertura», continua Tomassi. Meno grave la situazione del modulo della Mazzini, «anche se ha continuamente bisogno di manutenzione», come sottolinea il dirigente Antonio Lattanzi. «Ci sono problemi di scarichi e la scuola è facile preda di malviventi. Abbiamo per questo dovuto acquistare, di tasca nostra, un antifurto. Non abbiamo una sala prove, pur essendo la nostra una scuola a indirizzo musicale, né una sala per i collegi docenti». Il preside vuole anche farsi portavoce per la costituzione di un coordinamento di scuole ospitate nei Musp.
Michela Corridore
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