Scuole e cantieri, le lunghe attese: «Ritardi per Gignano e Paganica»

L’AQUILA. A quasi 15 anni dal terremoto, è ancora caos sull’edilizia scolastica. La commissione Oltre il Musp e il comitato Scuole sicure tornano a criticare il Comune denunciando i ritardi per la...
L’AQUILA. A quasi 15 anni dal terremoto, è ancora caos sull’edilizia scolastica. La commissione Oltre il Musp e il comitato Scuole sicure tornano a criticare il Comune denunciando i ritardi per la scuola di Gignano e il teatro tenda di Paganica, mentre ricordano il caso delle iscrizioni alle prime classe respinte dalla scuola “Gianni Di Genova”, a causa dell’insufficienza di aule.
Piovono critiche sull’amministrazione anche da parte del consigliere di opposizione, Paolo Romano, e dell’ex assessore Pietro Di Stefano, a proposito della mancata ricostruzione della primaria Giovanni XXIII, che definiscono «l’unica scuola del centro». «Il dossier sullo stato di ricostruzione delle scuole è stato pubblicato sul sito del Comune il 7 settembre 2023, meno di 5 mesi fa», dicono i comitati, «il documento prevedeva, a gennaio 2024 (dunque a soli 4 mesi dalla pubblicazione), due date importanti: la fine lavori per il polo scolastico di Gignano (programmata per il 19 gennaio 2024) e la fine lavori per« la demolizione del teatro tenda di Paganica (prevista per il 17 gennaio 2024). Ebbene, entrambi gli impegni non sono stati rispettati. Il 19 gennaio 2024 è stato pubblicato un nuovo dossier con nuove date, tutte spostate in avanti: la fine lavori del polo di Gignano adesso è fissata al 4 agosto 2024 mentre per la demolizione del teatro tenda al 16 maggio 2024. Come comitati civici, ci mettiamo fin da ora a disposizione di sindaco e assessore per aiutarli nella formazione di un tavolo di lavoro sulla ricostruzione scolastica e supportarli nel monitoraggio dell’avanzamento dei lavori del Piano organico sull’edilizia scolastica», continuano, «proponiamo altresì al sindaco e all’assessore di convocare a breve un’assemblea pubblica».
Sulla mancata ricostruzione della scuola Giovanni XXIII c’è stato nei giorni scorsi un botta e risposta tra il sindaco Pierluigi Biondi, il consigliere di L’Aquila Nuova, Paolo Romano, e l’ex assessore Pietro Di Stefano. «La ricostruzione della Giovanni XXXIII fu affidata dal Comune al Provveditorato nel 2018, anno nel quale Biondi siglò un accordo con Anac e Provveditorato per la ricostruzione delle scuole. In questi quattro anni di silenzio sulla Giovanni XXXIII, è Biondi stesso ad ammettere di aver scritto al Provveditorato una volta, nel 2021: sembra che l’unica scuola elementare che rimane in centro storico non valga la pena di nessuna ulteriore interlocuzione», attacca Romano. «Il sindaco invece dovrebbe riprendere in capo al Comune l’appalto dei lavori, così come ha già fatto in passato per la scuole Celestino V, Pettino Vetoio, Santa Barbara e persino per l’hotel Campo Imperatore». Critico anche Di Stefano: «Biondi scarica le responsabilità sull’amministrazione che lo precedeva, mai che abbia l’onestà di riconoscere i suoi limiti». (m.c.)

