Scuole, rivolta delle madri

24 Gennaio 2017

Alla materna non si mandano i bimbi. Riesplode il caso della Mazzini-Fermi

AVEZZANO. La riapertura delle scuole ad Avezzano è coincisa con il ritorno alle proteste. Alla scuola materna di via Salto molti genitori hanno preferito non mandare i bambini in classe. E alla Mazzini-Fermi un gruppo di mamme si è presentato negli uffici del Comune.

Le polemiche in via Salto sono legate a un documento degli uffici municipali, a firma degli architetti Mauro Mariani e Stefania Cattivera, al termine dei sopralluoghi nelle scuole. In tutte le strutture cittadine «non si evincono fenomeni fessurativi e capillari riferibili a eventi sismici». Non così per la materna di via Salto, dove si specifica che «non è stato possibile verificare il punto di connessione delle strutture verticali e orizzontali perché le aule risultano completamente controsoffittate».

Alla Mazzini-Fermi, invece, si torna a discutere degli indici di vulnerabilità dello storico edificio del centro, risalente al Ventennio fascista. In una prima relazione del 2012 e in una seconda del 18 marzo 2015, inviata dal Comune alla dirigente scolastica, era indicato un indice di vulnerabilità sismica pari allo 0,149 (il minimo di legge è 0,20). L’8 settembre 2016 la correzione: stavolta l’indice è pari allo 0,304. La mancanza di chiarezza ha spinto le madri a una serie di proteste, riemerse negli ultimi giorni con le nuove scosse di terremoto e l’allarme della Commissione Grandi rischi. Ieri le mamme si sono presentate in Comune. Poche ore dopo l’incontro, sul sito del municipio, è comparsa la nuova valutazione della vulnerabilità sismica fatta dall’Enea. Relazione, stando a quanto firmato dal dirigente Francesco Di Stefano, arrivata il 13 dicembre scorso e protocollata ieri. L’indice di vulnerabilità è pari allo 0,35. «Alla luce delle indicazioni della vigente normativa», evidenzia Di Stefano, «è possibile tenere in esercizio l’edificio scolastico».

Le madri sono state ricevute dal sindaco Gianni Di Pangrazio. Presenti anche i consiglieri di opposizione Vincenzo (Pissino) Gallese e Alberto Lamorgese.

«Con l’assessore all’edilizia scolastica Ferdinando Boccia e il dirigente Sergio Pepe abbiamo spiegato alle mamme presenti la situazione attuale», afferma il sindaco, «ci rendiamo conto delle apprensioni delle famiglie ed è per questo che facciamo verifiche costanti e sopralluoghi accurati. La sicurezza nelle scuole è la nostra priorità. L’Enea ci ha rilasciato la relazione sulla valutazione della vulnerabilità sismica del complesso Corradini-Fermi che è pari a 0,35 ed è possibile prenderne visione sul sito del Comune; relazione che, in virtù della nostra trasparenza d’azione, stiamo provvedendo a trasmettere al dirigente scolastico. I genitori hanno preso atto delle indicazioni e abbiamo aperto al confronto con le famiglie per un’azione congiunta, affinché, insieme, si possa far leva sul governo per la concessione delle deroghe all’Abruzzo e alle regioni del centro a rischio sismico, per ricostruire e mettere in sicurezza il patrimonio scolastico e pubblico che fa capo ai sindaci. Dispiace che molte madri vengano disinformate da chi fa propaganda pre-elettorale».

Giovedì a mezzogiorno è previsto un nuovo confronto sindaco-genitori nel corso del quale dovrebbe essere formato un gruppo di lavoro che si occuperà della costruzione della nuova scuola di via Puglie, l’edificio che prenderà il posto della Corradini-Mazzini-Fermi. Ma che cosa accadrà nel frattempo? «Siamo tornate a chiedere i Moduli abitativi provvisori», evidenzia Simona Santullo, portavoce delle madri, «perché i bambini vanno messi in sicurezza. Il primo passo è quello di spostare le classi prime attualmente negli scantinati. Potremmo ipotizzare anche i doppi turni. La perizia dell’Enea? Il sindaco, durante l’incontro, ci ha detto che era arrivata un paio di giorni fa. Abbiamo invece scoperto che risale a metà dicembre. La faremo analizzare. È da incoscienti tenere i nostri figli dentro quella vecchia scuola».

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