Seconda notte trascorsa in Comune

La donna senza casa resta a dormire, la giunta Ranalli cerca soluzioni
SULMONA. Resta ancora senza soluzione la storia della 44enne sulmonese senza una casa che dorme da due notti in Comune. La donna si è presentata l’altro ieri sera in aula consiliare chiedendo ospitalità al presidio civico territoriale che da quasi due mesi occupa l’aula consiliare in segno di protesta contro la chiusura del punto nascita. Così Teresa ha confidato nella disponibilità degli attivisti della Maternità che l’hanno accolta nella stanzetta-dormitorio retrostante l’aula consiliare. Le hanno fornito ospitalità e una brandina dove dormire. Intanto, la giunta sta valutando il caso della donna, con una bimba ospite a turno fra parenti e amici, rimasta senza le utenze nell’appartamento dove viveva. Sindaco e assessori hanno chiesto agli uffici competenti di valutare il caso della donna, per vedere se il suo nome è presente nelle graduatorie delle richieste di case popolari o alloggi parcheggio. Come conferma l’assessore al Sociale, Nicola D’Alessandro. «Il problema è che non ci sono appartamenti liberi», interviene l’assessore in quota Sel, «e che soprattutto non possiamo concedere una casa a lei, scavalcando anni di graduatorie con persone in attesa da anni e coi requisiti. Il sindaco potrebbe firmare un’assegnazione di una casa parcheggio per una situazione particolare e di emergenza, ma il rischio è che si attivi un precedente pericoloso nei confronti delle centinaia di persone in difficoltà, che ogni giorno si rivolgono agli uffici sociali». All’ultimo bando sulle case popolari è più che triplicato il numero di persone che ha bisogno di un alloggio dove vivere. Sfondano il tetto delle 170 le richieste arrivate nell’ultima selezione pubblica, scaduta a marzo. A fronte delle richieste triplicate, però, non ci sono case libere in città. (f.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

