Secondo caso di febbre suina disposta autopsia sulla 50enne

20 Marzo 2016

SULMONA. Disposta l’autopsia sul corpo di Sonia Ferrante, 50 anni, seconda vittima, dopo la sorella Marialucia, della febbre suina. I medici dell’Umberto I di Roma, dove la donna è morta l’altro...

SULMONA. Disposta l’autopsia sul corpo di Sonia Ferrante, 50 anni, seconda vittima, dopo la sorella Marialucia, della febbre suina. I medici dell’Umberto I di Roma, dove la donna è morta l’altro giorno, vogliono vederci chiaro e hanno deciso di svolgere un’indagine più approfondita sul caso per capire la pericolosità del contagio che si è sviluppato nella piccola frazione di Badia di Sulmona e poter verificare se esistono delle evoluzioni del virus H1N1 che ha avuto la sua prima manifestazione nel 2009.

E’ da tempo, infatti, che non si verificava un caso così eclatante con due persone congiunte contagiate e decedute a pochi giorni l’una dall’altra a causa della febbre suina i cui effetti nocivi erano stati annullati o quantomeno ridimensionati, attraverso i vari vaccini distribuiti negli ultimi anni.

L’esame autoptico, dovrà portare chiarimenti proprio sotto questo aspetto. E in base ai risultati si potrà capire se il virus che ha ucciso le due sorelle, che bisogna sottolineare erano particolarmente debilitate e con difese immunitarie molto basse, potrà essere ancora pericoloso.

Domani o al massimo martedì la salma Ferrante, dovrebbe essere riportata a Sulmona per la celebrazione dei funerali.

Intanto c’è attesa per conoscere l’esito degli esami ai quali è stato sottoposto il padre delle due sorelle, che da martedì scorso è ricoverato nel reparto di Medicina dell’ospedale di Sulmona per insufficienza respiratoria. Secondo i medici l’uomo non correrebbe rischi e non risulterebbe contagiato dal virus H1N1.

Per “parlare di certezze” i medici della divisione di medicina del SS. Annunziata, vogliono prima conoscere i risultati delle analisi.

Nel frattempo nella piccola frazione sulmonese è ancora alta la preoccupazione per l’evoluzione repentina dei due casi di febbre suina culminati con la morte di entrambe le sorelle che vivevano praticamente in simbiosi anche se in abitazioni diverse. In molti tra le frazioni della Badia e di Bagnaturo continuano a chiedere più controlli e un intervento più deciso e determinato da parte delle istituzioni preposte e in particolare della Asl.

I residenti chiedono se in questi casi sono previsti particolari interventi e vorrebbero eventuali indicazioni da seguire per far fronte a possibili contagi.

La preoccupazione è evidente soprattutto tra i residenti di via della Caprareccia dove le due sorelle vivevano insieme alle famiglie e al padre. (c.l.)

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