Sede della Provincia: ancora un anno per aprire il cantiere

14 Maggio 2020

Sono fermi al palo i lavori nel palazzo di via Sant’Agostino Appalto per demolizione e ricostruzione affidato nel 2013

L’AQUILA. L’appalto era stato affidato nel 2013, ma dopo sette anni sono ancora al palo i lavori per la demolizione e la ricostruzione del palazzo della Provincia in via Sant’Agostino (da non confondere con l’ex palazzo della Prefettura).
CANTIERE TRA UN ANNO. Adesso, forse, si sta per arrivare alla conclusione dell’iter e si spera entro un anno – come conferma Vincenzo Calvisi, vicepresidente della giunta provinciale – di avviare i lavori che daranno un nuovo volto al palazzo (sul web si possono vedere anche alcune delle proposte progettuali) che andrà, insieme ad altri edifici (per esempio il “famoso” palazzo del benzinaio già in ricostruzione) a comporre il “nuovo look” dell’ingresso in centro storico, lato Villa comunale. La Provincia , con una recente determina dirigenziale, ha nominato la commissione che dovrà decidere il vincitore della gara di appalto per la scelta del coordinatore della sicurezza in fase esecutiva, tassello fondamentale per l'avvio dei lavori e in particolare per la demolizione che in una zona molto “sensibile” dal punto di vista storico architettonico della città.
LA STORIA. Nella determina si rifà la storia della vicenda (un esempio di scuola di come funzionano – o non funzionano – in Italia le gare per i lavori pubblici) a partire dall’affidamento dell’appalto – avvenuto nel 2013 – per un importo di oltre 10 milioni di euro. A frenare tutto ci furono subito i soliti ricorsi al Tar e, in seconda battuta, al Consiglio di Stato ma anche dopo sorsero problemi. Una prima questione è nata nel 2017 al momento della messa a punto della progettazione esecutiva, quando i tecnici incaricati fecero notare che “esistono parti di aree di sedime di intervento attualmente occupate da strutture provvisorie di cantiere relative ad altro appalto (baracche, deposito attrezzature, ponteggi, container) nonché aree nelle quali insiste una paratia in micropali a servizio del fabbricato confinante oggetto di ristrutturazione per le quali è necessario che la stazione appaltante fornisca indicazioni esecutive ovvero provveda ai necessari adeguamenti all’esito dei quali l’appaltatore potrà procedere con quanto ordinato”. Il cantiere “dell’altro appalto” è quello dello storico Palazzo del Governo che ha come stazione appaltante il Provveditorato alle opere pubbliche. La progettazione esecutiva ha poi dovuto tenere conto anche “dei sottoservizi tecnologici correnti su via Sant’Agostino”.
EDIFICIO STRATEGICO. Risolte le problematiche, il progetto esecutivo è stato presentato a metà dicembre 2017. In sede di verifica del progetto (verifica affidata a società esterna) è stato comunicato all’impresa costruttrice e ai progettisti che “la sede del palazzo della Provincia dell’Aquila deve rispettare la classificazione di edificio strategico” per cui si è reso necessario revisionare il progetto. L’edificio strategico, secondo una norma regionale del 2008, è quello che ospita “funzioni e attività connesse con la gestione dell’emergenza” e in tal senso la Provincia ha “come funzioni e attività fondamentali la gestione della viabilità e dell’edilizia scolastica che sono direttamente connessi con la gestione dell’emergenza”. Per farla breve, un edificio strategico, in caso di terremoto, non può crollare miseramente come accadde per il palazzo della Prefettura che nel 2009 doveva essere il cuore dell’organizzazione dei soccorsi e invece diventò il simbolo della catastrofe. C’è stato quindi bisogno di aggiornare parzialmente la progettazione. A fine luglio 2018 venne dato mandato al settore edilizia scolastica e pubblica della Provincia “di porre in essere tutte le misure necessarie per approvare un nuovo progetto esecutivo per realizzare un edificio funzionale alle attività istituzionali della Provincia dell’Aquila”.
CODICE APPALTI. Quando le cose cominciavano a filare liscio ecco che nel giugno 2019 entrarono in vigore le modifiche al Codice degli appalti che costrinsero gli uffici a rimettere mano ad alcuni passaggi burocratici. A fine settembre 2019 fu messa a punto la gara d’appalto per la scelta del coordinatore della sicurezza, a novembre 2019 venne effettuata una prima valutazione e ammesse alla fase successiva 8 ditte delle 11 che avevano presentato offerta.
COORDINATORE SICUREZZA. A marzo 2020 è stata nominata la commissione di gara che ora dovrà indicare il Coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione. La scelta di una ditta esterna, e non di una professionalità interna alla Provincia, viene giustificata col fatto che si tratta di “un lavoro di particolare complessità come la demolizione dell’esistente con scavi profondi in adiacenza a strutture murarie antiche e questo deve assicurare la presenza costante e continua della figura del Coordinatore per cui non è possibile affidare tale incarico a personale interno”. Fin qui la storia dell’iter per la demolizione e ricostruzione del palazzo della Provincia in via Sant’Agostino. Alla prossima puntata. Che si spera sia l’avvio del cantiere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA