Sedici imprese in lizza per riconvertire l’Aciam

23 Febbraio 2018

Hanno risposto al bando da 6 milioni di euro, il taglio del nastro previsto nel 2019 L’ad Torelli: sfruttiamo l’aumento esponenziale della raccolta differenziata

AIELLI. Sedici imprese in lizza per il bando da 6 milioni 600mila euro per il progetto di riconversione dell'impianto dei rifiuti Aciam ad Aielli. Con qualche anno di ritardo sulla tabella di marcia, rallentata dalla burocrazia regionale (novembre 2013-dicembre 2017), la società ha dato il là alla gara europea per l'adeguamento e ampliamento del sito, in attività dal 2009. L’obiettivo è aumentare la lavorazione della raccolta differenziata (da 25mila tonnellate a 58.500 e, nel contempo, diminuire l'indifferenziato (da 58.500 a 25mila). Scelta dettata anche dal trend della raccolta differenziata, in costante aumento nei Comuni Aciam: nel 2009, anno di apertura dell'impianto in località La Stanga, la percentuale era al 12%; nel 2013 al 35%. Trend che indusse la società a mettere in cantiere il progetto di riconversione. «Capimmo che la crescita della differenziata, segno di grande sensibilità ambientale degli utenti», spiega l'ad, Alberto Torelli, «avrebbe messo fuori mercato quel sistema di lavorazione. Quindi mettemmo in cantiere il progetto mirato ad aumentare i flussi da raccolta differenziata, in linea con le direttive regionali improntate alla riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti».
Quattro anni dopo, con l'impianto aperto temporaneamente ai rifiuti da Roma, per evitare ricadute negative sull'occupazione – 20 unità – il dipartimento Opere pubbliche ha dato l'ok. La variante prevede l'adeguamento delle strutture esistenti e la realizzazione di una nuova linea di “digestione anaerobica”, in affiancamento alla linea di compostaggio aerobico, con una capacità di trattamento di 20mila tonnellate annue di frazione organica da raccolta differenziata.
Il cronoprogramma della società fissa il taglio del nastro al 2019. L'impianto verrà convertito a organico prevalente con un finanziamento bancario garantito dal privato, Tekneko: l'area del sito passerà da 23mila a 46mila metri quadrati. Con il nuovo corso, in sintonia con i comuni di Aielli e Celano, la produzione di compost passerà da 4mila a 20mila tonnellate annue vendute (10 euro t) agli agricoltori del Fucino. «Cibo, rifiuti, compost, terra, è un classico esempio di economia circolare», sottolinea Torelli, «che riduce l'uso dei fertilizzanti chimici nel settore agricolo». Sul fronte del compost la società presieduta da Lorenza Panei, punta a fare sinergia con il Civeta di Lanciano per mettere sul mercato un produrre uniforme e tracciabile per l'agricoltura puntando al marchio di qualità.
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