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il caso intecs La parola ai lavoratori Siamo stati licenziati perchè i nostri diritti sono stati barattati. L’azienda Intecs non può cantare vittoria, poiché siamo solo al primo grado di giudizio e...
il caso intecs
La parola
ai lavoratori
Siamo stati licenziati perchè i nostri diritti sono stati barattati. L’azienda Intecs non può cantare vittoria, poiché siamo solo al primo grado di giudizio e il processo per mobbing subito da noi 6 lavoratori va avanti, ricorreremo se necessario fino alla Corte dei diritti umani di Strasburgo.
Il giudice avrebbe dovuto depositare le motivazioni entro 30 giorni, e precisamente entro il 7 Dicembre 2014. Ma per ragioni a noi incomprensibili sono uscite il 12 marzo 2015, dopo ben 125 giorni. La prima udienza si è avuta a ottobre 2013 e il primo grado, secondo il rito Fornero, si sarebbe dovuto concludere entro un anno (ottobre 2014). Si assiste ad una penalizzazione ed un attacco ai diritti dei lavoratori di una Giustizia sorda ad affermare un’idea di stato sociale che sta alla base di uno stato civile: diritti uguali a tutti i lavoratori senza disparità di trattamento. Lo stesso giudice ha emesso, per un altro lavoratore Intecs, licenziato nello stesso periodo, sentenza favorevole di primo grado con reintegra a Luglio 2013, confermata in Appello il 5 marzo 2015, e per un altro ancora sentenza favorevole causa di mobbing /demansionamento con conseguente risarcimento a dicembre 2014. In questo processo il riconoscimento delle tutele di ciascuno viene messa in discussione alla radice. Si coglie la condizione di crisi come pretesto per rovesciare come un calzino lo Stato di diritto. Ci opponiamo e riteniamo ingiusto che solo ora il sindacato nella persona del segretario regionale Fiom-Cgil, Alfredo Fegatelli chieda alla Regione di aprire il tavolo di crisi. Speriamo che le Istituzioni si rendano conto dell’ennesima messa in scena di un’azienda che sul territorio non ha mai avuto interesse a restare. Tra noi licenziati c’è una Rsu Fiom , quindi possiamo affermare che il calvario Intecs parte da molto lontano già con l’acquisizione Technolabs, i licenziamenti sarebbero stati la condizione posta dall’ingresso di un fondo nel pacchetto azionario dell’azienda, che viste le proprie pessime condizioni finanziarie non poteva che accettare con il bene placido dei sindacati, in particolare Fiom-Cgil. Il sindacato ha barattato i diritti riconsegnando nelle mani del più forte il destino dei più deboli. Non potrà mai esistere nessuna moderna società fondata sull’arretramento dei diritti dei lavoratori. Continueremo nella nostra lotta utilizzando tutti gli strumenti democratici che abbiamo. La crisi la deve pagare chi l’ha causata, non chi lavora onestamente e le persone più deboli! Protesteremo in tutte le sedi opportune in nome della costruzione di una società moderna fondata sulla democrazia e sul rispetto dei principi costituzionali.
I lavoratori
Intecs
universita’
Studenti
beffati
E' caos nelle università sulla presentazione del nuovo Iseeu, l'indicatore della situazione economica equivalente per l'università che permette di avere sconti sulle tasse e borse di studio.
Il nuovo strumento messo a punto dal governo Renzi per rendere più trasparente la situazione reddituale dei cittadini sta penalizzando soprattutto le persone più deboli. In diverse università chi deve pagare la seconda rata può presentare ora il proprio indicatore di ricchezza se non lo ha già fatto a settembre, ma a questo punto i redditi verranno calcolati in base al Regolamento 159 entrato in vigore a febbraio del 2014, che dopo 15 anni ha completamente riformato l'Isee.
L’obiettivo è rendere tutto più chiaro. Infatti oggi, dentro l'Isee ci sono tutti i redditi disponibili, ma proprio tutti tanto che rende formalmente più ricchi togliendo le agevolazioni ai veri poveri. Uno dei capitoli più dolenti è proprio quello degli studenti universitari. Il nuovo Isee per l'università (Iseeu) infatti sta diventando un vero boomerang. È impossibile che una borsa di studio diventi reddito! Ma il punto non riguarda tanto il fatto di ottenere la borsa stessa, in quel caso infatti non va considerato, quanto il calcolo delle tasse universitarie, perché in quel caso la borsa di studio conta. Gli atenei quindi dovrebbero rivedere le aliquote ma per ora nessuno l'ha fatto. Insomma per chi sia riuscito a capirci qualcosa, questa storia dell’Iseeu sembra essere alquanto contraddittoria. In attesa dei primi dati è chiaro che il nostro super votato governo Renzi abbia fatto l’ennesi flop.
Luca Rocci
Giovani Forza Italia

