segnalazioni e interventi

4 Dicembre 2015

Barisciano Ricostruzione sulle cavità Chi governa la ricostruzione nel cratere sismico aquilano ha già rimosso il ricordo di quanto è successo nella zona di Via Campo di Fossa all'Aquila in quell'orma...

Barisciano

Ricostruzione

sulle cavità

Chi governa la ricostruzione nel cratere sismico aquilano ha già rimosso il ricordo di quanto è successo nella zona di Via Campo di Fossa all'Aquila in quell'ormai lontano 6 aprile del 2009 oppure non ne sa nulla perché estraneo al territorio. La naturale ed inquietante conseguenza è non fare nulla per prevenire il ripetersi di casi analoghi.

In molti comuni del cratere, infatti, si stanno ricostruendo interi aggregati su un dedalo di cavità/cantine. Mentre all'Aquila le istruttorie affrontano queste realtà adottando regole di buon senso, efficaci ed intelligenti, nel resto del cratere si è obbligati, da regole che alcuni hanno invano più volte definito demenziali, ad ignorare tali ambienti e far decidere al fato chi perirà al prossimo terremoto e chi invece la farà franca. A nulla sono serviti gli inviti a rivedere le procedure dedicate a questo fenomeno per renderle realmente applicabili invece che una inutile, farraginosa quanto inefficace ginnastica burocratica amministrativa.

Per non lasciare al fato la sorte di centinaia di terremotati non resta che rimettere il problema nelle mani della magistratura che, con i suoi tempi, saprà appurare se l'ottusità tecnica-burocratica stia compromettendo la sicurezza di quanto ricostruito ed in corso di ricostruzione e nel caso individuarne i responsabili.

Avremmo sicuramente preferito assistere ad un guizzo di intelligenza da parte dei soggetti preposti, anche solo equiparando le procedure del cratere con quelle applicate all'Aquila, ma l'incomprensibile ed ottuso arroccamento non lascia alternative.

Walter Salvatore

Barisciano

RICOSTruzione

«Quali sono

le priorità?»

La cosa che fa più rabbia della ricostruzione è vedere fienili, stalle (utilizzate non a fini imprenditoriali ma ad uso privato) e case che da decenni erano disabitate, rifiorire e trasformarsi magicamente in ville e condomini. Di contro ci sono molti cittadini ancora nei map e nel progetto case che attendono la ricostruzione dell’abitazione dove realmente vivevano fino al 6 aprile 2009. Sembra che le varie ordinanze emesse e la legge sulla ricostruzione permettano anche la ricostruzione di fienili abbandonati e catapecchie. Però diano almeno una priorità: prima le case e le attività commerciali, poi le catapecchie, i fienili, le stalle e le chiesette di campagna mai usate e sempre chiuse anche prima del terremoto. Mi sembra una cosa talmente ovvia. Però evidentemente l’ovvio non è per tutti uguale se si fanno leggi così distorte e ingiuste che permettono una ricostruzione simile. Però viene rabbia perché i soldi che si usano per la ricostruzione sono i nostri soldi. Io non voglio ricostruire fienili e ex catapecchie disabitate. Sono invece ben contento quando si ricostruisce una casa, un palazzo, un’attività commerciale “viva” prima del terremoto.

Lettera firmata

L’Aquila

credito

La posizione

dell’Ugl

«Riteniamo semplicemente dannoso l’inserimento del Decreto legge “Salva Banche”’ come

emendamento alla Legge di Stabilità». Lo sostiene il segretario nazionale Ugl Credito, Piero

Peretti, in merito all’inserimento avvenuto questa mattina in Commissione Bilancio della Camera dell’emendamento alla Legge di Stabilità contenente il dl banche, provvedimento senza modifiche rispetto al testo approvato dal

consiglio dei ministri. «Così facendo – spiega il sindacalista

– si impedirà un reale dibattito di merito e gli opportuni correttivi.

Tra questi ultimi, il primo è il danno inferto ai lavoratori che con il

provvedimento subiranno tutti gli effetti nefasti del Jobs Act e del contratto a tutele crescenti”.

“Non dimentichiamo, infatti, che il mandato insito nel provvedimento stesso, oltre al risanamento, - conclude Peretti - è

la vendita delle banche al miglior offerente, presumibilmente tagliando il costo del lavoro, obiettivo molto più facile con il Jobs Act e senza il ricorso

ai tradizionali ammortizzatori sociali del settore».

Ufficio stampa Ugl

Roma