segnalazioni e interventi

4 Febbraio 2015

piano ricostruzione Gli errori del Comune Il piano di ricostruzione dei centri storici dell’Aquila e frazioni, redatto dal Comune dell’Aquila presenta progetti unitari di iniziativa privata e...

piano ricostruzione

Gli errori

del Comune

Il piano di ricostruzione dei centri storici dell’Aquila e frazioni, redatto dal Comune dell’Aquila presenta progetti unitari di iniziativa privata e progetti strategici di iniziativa pubblica (divisi in progetti urbani, sistema del verde, e il sistema dell'accessibilità e della sosta).

Il sistema del verde, progettato dal Comune e che verrà appaltato con procedura tradizionale, propone saggiamente un recupero della cinta muraria e del verde limitrofe, compromesso principalmente da edilizia abusiva, incuria e da permessi di costruzione troppo generosi lasciati negli anni. In questo modo potranno essere anche collegati tra loro tutti i principali parchi aquilani, anch’essi inseriti nell'opera di recupero. Il progetto principale partito è quello di piazza d’Armi: il Comune ha ottenuto nell’ambito del bando “Piano per le Città” del ministero delle Infrastrutture, un finanziamento pubblico di 15 milioni per la risistemazione. Ma la realtà già sconta un difficile collegamento di questo parco rispetto al futuro e auspicabile anello verde della cinta muraria. La realizzazione si va a scontrare con i progetti del sistema di accessibilità e della sosta del Comune stesso. Nelle intenzioni del piano di ricostruzione, di cui è evidente la scarsa specificità, c’è la creazione di un

boulevard su viale Corrado IV, in modo che sia facilmente accessibile per i mezzi privati e predisposto di parcheggi; per quanto riguarda i pedoni o i mezzi leggeri si passa letteralmente ai verbi condizionali e futuri, ipotizzando degli ipotetici metrobus di collegamento e una rete di percorsi. Il favorire i mezzi di trasporto privati è testimoniato dal cantiere in corso di cui assistiamo alle fasi finali: il progetto redatto dal Comune presenta un festival di parcheggi, rotatorie e corsie a svantaggio del pedone; addirittura viene persa l’occasione di connettere questo spazio verde alla vicinissima via Roma (che prima o poi in parte sarà recuperata, anzi è già sede di uffici comunali e di un centro commerciale), porta Ovest del centro storico. Le buone intenzioni del sistema del verde sembrano venire già bloccate all’incipit. Appare oggettivamente incredibile come oggi, ma lo sarebbe stato anche 10-20 anni fa, sia stata ri-progettata una zona aumentando le corsie e gli spazi per le macchine senza un ridisegno della pedonalità continuo e sicuro. Tendenza comune in qualsiasi altra città è permettere di andare a piedi o magari in bici in una zona importante, connettere spazi verdi lontani tra di loro. Nell’ambito di viale Corrado IV l’errore è avvenuto in una zona ad alto potenziale immediato: un parco vicino al centro storico con intorno numerose attività commerciali. In questa città con progetti ex novo si continuano a fare marciapiedi di una misura micragnosa calati in mezzo a svincoli di sapore “los-angelino”. Dove c’è il marciapiede questo è interrotto miliardi di volte per favorire il parcheggio del mezzo a pochi metri dal negozio o locale. Chi vorrà farsi una corsetta al parco dovrà prendere un mezzo a motore o magari rischierà la propria vita su 4-6 corsie di macchina interrotte da delle effimere sverniciate di strisce pedonali, che come sappiamo tutti tra poco tempo andranno ridipinte.

La questione riguarda la bellezza e la godibilità di una città, perché è chiaro, allo studente progettista alle prime armi come al cittadino che ama vivere gli spazi, che andava realizzata una continuità pedonale piacevole e ordinata tra il tribunale (occasione di visita all’Aquila per tanti professionisti da tutta Italia), via Roma e il Parco: se si connettesse piazza d’Armi con il verde extra murario ci potrebbe essere continuità pedonale fino al Castello, un investimento urbanistico ma anche sociale importante per il futuro della città. Qualcuno potrebbe obiettare “complicato”: sicuramente, se si procede con opere abusive e mentalità urbanistica del Dopoguerra. E inoltre i soldi stavolta c’erano.

Giancarlo Curio

L’Aquila

Tornimparte

Assegnazione

alloggi Ater

È con soddisfazione che noto che la graduatoria finale per l’assegnazione di un alloggio Ater a San Nicola di Tornimparte è sul sito del Comune dando così una risposta sia alla collettività sia a princìpi di legge: una battaglia vinta dopo anni di reclami e appelli per mettere un bene comune a disposizione della popolazione di Tornimparte.

Gamal Bouchaib