segnalazioni e interventi

18 Febbraio 2015

la lettera «Sicurezza quella sconosciuta» Anche i bambini aquilani quest’anno hanno festeggiato il loro carnevale in piazza e fin qui sembrerebbe tutto normale se non si trattasse di una piazza...

la lettera

«Sicurezza

quella sconosciuta»

Anche i bambini aquilani quest’anno hanno festeggiato il loro carnevale in piazza e fin qui sembrerebbe tutto normale se non si trattasse di una piazza inagibile di un centro storico terremotato e se ancora una volta i cittadini non fossero stati esposti ad un rischio enorme. Il Comune ha concesso l’autorizzazione, ha finanziato l’evento, ma non ha lontanamente pensato a predisporre un piano di protezione civile per garantire la sicurezza a tutti i presenti. L’anno scorso sempre mentre tantissime mascherine riempivano la piazza del Duomo, piombò a terra un cornicione dal tetto del palazzo della Curia e fu sfiorata la tragedia. Quest’anno come se nulla fosse, nonostante le scosse sempre pronte a ricordarci di fare attenzione, di nuovo ci si ritrova in centro a percorrere strade pericolose senza il minimo controllo. Il carnevale all’Aquila è il più corto del mondo perché dopo il terremoto del 1703 una generazione molto più civile di noi e con menti più elevate decise di posticipare il carnevale aquilano per rispetto delle 6000 vittime e per ricordare alle future generazioni che il terremoto può fare molto male. Oggi invece per una sorta di tepore, per un macabro gioco di sfida della sorte, per superficialità e inadeguatezza amministrativa, si fa finta di nulla, si preferisce cancellare i brutti ricordi e si dimentica puntualmente di salvaguardare il bene più grande che ogni uomo ha: la vita. Se la festa di carnevale in piazza doveva essere un modo per educare i bambini a vivere il centro, avrei gradito trovare nella mia cassetta della posta una lettera del Comune che ci informasse sul piano di sicurezza messo a punto per l’evento, sulle vie percorribili in sicurezza, sulle vie di fuga, sui punti di raccolta e quant’altro è richiesto da un piano di sicurezza che si rispetti. Sarebbe stato un enorme segno di civiltà, ma tutto questo è stato evidentemente ritenuto inutile e superfluo. Ma credete veramente che i bambini aquilani hanno tutto questo bisogno di frequentare un centro storico ridotto in quello stato? Guardate che loro non devono rivivere nulla, visto che quella realtà non l’hanno mai conosciuta, i bambini amano il bello, non il macabro, i bambini non meritano di essere esposti a stupidi rischi per i capricci degli adulti. Ai bambini solo una cosa va garantita e subito, una città sicura e gradevole da vivere. Allora da cittadina aquilana e a nome di tutti i cittadini chiedo: «Quegli spiccioli messi a bilancio dal Comune alla voce protezione civile per cosa vengono spesi se non per la nostra sicurezza?».

Rita Maccarone

L’Aquila

barisciano

Verso le elezioni

comunali

Ogni formazione politica o raggruppamento di parte persegue legittimamente l’obiettivo della vittoria elettorale per costruire la migliore amministrazione della cosa pubblica.

Questo comporta inevitabilmente un confronto politico che si traduce sistematicamente in scontro durante una campagna elettorale. Il terremoto avrebbe dovuto evitare tutto questo e riunire la popolazione per garantire una ricostruzione certa, veloce e senza scontri. A Barisciano questo non è stato possibile.

Nonostante Barisciano sia il comune più grande e importante della Piana di Navelli non è stato capace di erigersi a guida di un intero territorio al di là e al di sopra di ogni steccato politico e partitico. Oggi, a Barisciano, l’obiettivo di unirsi per dare una maggiore e migliore spinta alla ricostruzione, che non sia tristemente solo materiale, potrebbe concretizzarsi se Fabrizio D’Alessandro, del Partito Democratico, consigliere provinciale dell’Aquila e cittadino di questo comune, decidesse di candidarsi alla carica di sindaco. In presenza di una lista che racchiuda in se esponenti del centrosinistra e del centrodestra guidata da un giovane che della disponibilità, competenza, lungimiranza e rispetto delle regole democratiche ha sicuramente fatto una bandiera della propria azione politica, noi che rappresentiamo gran parte del centrodestra di Barisciano siamo pronti a dare il nostro contributo a un progetto che vedrebbe protagonista il paese, la sua popolazione e il suo futuro.

Ora tocca a Fabrizio D’Alessandro rompere gli indugi e qualsiasi ostacolo gli impedisse di privilegiare gli interessi del proprio paese.

Walter Salvatore

Barisciano