segnalazioni e interventi

10 Giugno 2014

Torrione Il quartiere perde un altro pezzo Oggi il Torrione perde un altro pezzo: con il trasferimento della Bandiera di Guerra del IX Reggimento Alpini alla caserma Pasquali-Campomizzi, la Caserma...

Torrione

Il quartiere perde

un altro pezzo

Oggi il Torrione perde un altro pezzo: con il trasferimento della Bandiera di Guerra del IX Reggimento Alpini alla caserma Pasquali-Campomizzi, la Caserma intitolata a Francesco Rossi si avvia alla chiusura definitiva.

Nulla da dire sull’iniziativa di sfruttare questo «trasferimento materiale» del glorioso Vessillo per farne una festosa prova in attesa dell’Adunata nazionale del prossimo anno, ma mi sembra necessario soffermarsi anche sulle cause e sugli effetti di questo trasferimento. La causa è stata semplice e già economicamente rilevante: nell’ottica della revisione della spesa pubblica (per gli acculturati e gli anglofoni spending review), il ministero della Difesa ha sciolto il 27 giugno dello scorso anno il XXXIII Reggimento artiglieria terrestre «Acqui» con sede alla Pasquali, e ciò ha comportato il trasferimento di 400 militari di stanza in città, quattrocento (!) persone in meno, non considerando familiari e figli, tutti che sfruttavano beni e servizi offerti dalla nostra già tanto florida economia cittadina.

Gli effetti: lungi da me fare campanilismi extra moenia, figuriamoci andare a farli intra, per di più diruta moenia, ma il trasferimento degli alpini nell’economia del quartiere del Torrione si percepisce già da mesi in tutti gli esercizi, e ciò che può comportare la chiusura definitiva della Caserma Rossi è facilmente intuibile, ma nessuno parla. Per questa struttura si sono già fatti progetti, discorsi, sogni, e la mia speranza è quella che si faccia presto, che non si lascino i progetti nel cassetto e le parole al vento, ma ci si dia subito da fare, con una riqualificazione e una efficace ed efficiente, ma soprattutto certa nuova destinazione d’uso, che non la lasci marcire col tempo. Da due settimane gli amministratori non hanno più scuse, e sarebbe dunque l’ora di darsi da fare per uno sviluppo produttivo di questa città, che non avrà bisogno di trionfali accessi stradali a quattro corsie o siti di proprietà comunale se non avrà persone che la vivono quotidianamente.

Con il trasferimento della Bandiera di Guerra il Torrione perde un altro pezzo che si va ad aggiungere alle macerie che sono da 5 anni alla sua base, e per il quartiere calerà il silenzio senza la Sveglia, l’Alza e l’Abbassa-Bandiera, senza il Silenzio che da decenni dà la buonanotte.

Magari il Comando Militare volesse lasciare acceso il nastro delle trombe perché scandiscano ancora, anche senza militari, le ore delle nostre giornate nel quartiere, prima che l’ultimo Silenzio sia quello definitivo, che solo la politica potrà, e dovrà al più presto finalmente interrompere per dare un certo futuro agli abitanti e soprattutto ai giovani.

Grazie!

Valerio Munzi

L’Aquila

Poste

Tagli, intervento

di Lelio De Santis

Dopo Ferrovie dello Stato anche Poste Italiane effettua un piano di ridimensionamento e chiude i propri uffici all’Aquila e provincia. Un problema rispetto al quale deve intervenire subito il presidente della Regione Luciano D’Alfonso. L’azienda Poste Italiane ha infatti deciso di chiudere gli uffici postali nei tre mesi estivi, dal 16 giugno al 13 settembre, per un totale di 549 giorni di chiusura nella provincia dell’Aquila e solo 167 giorni per quella di Pescara, 155 giorni nella provincia di Chieti e 52 nella provincia di Teramo. Si tratta di chiusure che possono riguardare l’intera giornata o solo il pomeriggio, motivate con la necessità di ridurre i costi (come sempre, quando c’è da tagliare o ridurre i servizi, la provincia dell’Aquila è sempre in testa!) o con la mancanza di personale. A questo proposito, visto l’alto tasso di disoccupazione, sarebbe auspicabile invece assumere giovani impiegati e portalettere e, magari, tagliare gli stipendi dei dirigenti e dei manager. È comunque ingiustificata la chiusura per 549 giorni degli uffici postali nella provincia dell’Aquila e nel territorio della città capoluogo, dove è prevista, a giorni alterni, nelle frazioni, tutte molto popolose, di Arischia, Bagno, Bazzano, Coppito, Paganica e Sassa. L’Amministrazione comunale farà sentire la sua voce a difesa di un dignitoso e completo servizio postale e il presidente Luciano D’Alfonso farebbe bene a dare un analogo, forte segnale al vertice di Poste Italiane, per far capire a tutti che è cambiata l’attenzione della Regione a tutela dell’Abruzzo interno.

Lelio De Santis

assessore comunale alle Finanze