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provincia Il Pd attacca Del Corvo Assistiamo, con non poco sconcerto e stupore, alla girandola di cacciate e nuove nomine assessorili alla giunta della Provincia dell’Aquila. Esprimiamo stima,...
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Il Pd attacca
Del Corvo
Assistiamo, con non poco sconcerto e stupore, alla girandola di cacciate e nuove nomine assessorili alla giunta della Provincia dell’Aquila. Esprimiamo stima, rispetto e auguri di buon lavoro ai nuovi assessori, ma non possiamo esimerci dal manifestare alcune doverose valutazioni politiche sulle ultime scelte operate dal presidente Del Corvo. Non poche perplessità suscitano la scelta di nominare nuovo assessore chi, fino a pochi giorni prima, ha ricoperto un ruolo dirigenziale all’interno dell’Ente, che stride con la giusta e doverosa necessità di assicurare una coerente autonomia tra responsabilità gestionali e ruoli politico-istituzionali, in particolar modo quando le materie da gestire sono quasi le stesse. Ancor più incomprensibile ci appare la destituzione dell’assessore Luigi D’Eramo, dal quale ci dividono profonde differenze politiche ma che in questi anni, è doveroso riconoscere in termini di apprezzamento, ha svolto con rigore, passione e dedizione il proprio ruolo, nel rispetto delle commissioni consiliari e delle minoranze. Non tocca a noi entrare nel merito delle dinamiche interne della maggioranza di governo, pur tuttavia riteniamo assurdo penalizzare chi ha lavorato bene in questi anni, mentre restano al loro posto assessori “fantasma”, quasi senza deleghe e sconosciuti alle cronache politiche. Nello stesso tempo si procede con una nuova nomina di esponenti dell’Udc, in maggioranza di centrodestra in Provincia, in maggioranza di centrosinistra nel Comune di Avezzano e con D’Alfonso alle Regionali. Non si può certo dire che ciò rappresenti una bella pagina della politica, della coerenza e trasparenza, che i cittadini sempre più richiedono. Abbiamo letto, inoltre, di alcune insinuazioni relative a presunti accordi sottobanco di “larghe o mini intese” tra pezzi del centrosinistra provinciale e Del Corvo. Come gruppo del Pd smentiamo in maniera categorica un nostro qualsiasi coinvolgimento in merito e se alcuni esponenti della minoranza si siano eventualmente resi protagonisti di tali manovre la nostra stigmatizzazione è totale.
Se tali “voci”, diciamo di più, dovessero malauguratamente corrispondere al vero e qualcuno dei partecipanti si rivelasse essere iscritto al Pd, riteniamo che gli organi provinciali debbano assumere gli opportuni provvedimenti previsti dallo statuto e dal codice etico.
Alla luce della difficile situazione che si è determinata in Provincia, rivolgiamo un forte appello al presidente Del Corvo, al presidente del consiglio Santilli e all’intera maggioranza, di fare chiarezza, di ripristinare un clima di serenità, normalità e chiarezza politica all’interno del consiglio, per concludere in maniera dignitosa quest’ultimo scampolo di vita dell’amministrazione, nel rispetto del mandato conferitoci dai cittadini. Per quanto ci riguarda, nella trasparenza e alla luce del sole, siamo pronti responsabilmente a fare la nostra parte.
Gruppo Consiliare
del Partito Democratico
Provincia dell’Aquila
melilla (sel)
Chiesta commissione
di indagine
«Quanto sta avvenendo all’Aquila conferma la necessità che anche la politica indaghi sulla ricostruzione post-terremoto. Nei mesi scorsi abbiamo presentato una proposta per istituire una commissione d’inchiesta sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, ora più che mai è necessario avviarla».
Lo afferma il deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla, primo firmatario della proposta di commissione d’inchiesta sulla ricostruzione post-terremoto all’Aquila oggetto di attenzione anche della commissione di controllo del Bilancio del parlamento europeo. «Gli arresti per tangenti nella ricostruzione delle chiese dell’Aquila dei giorni scorsi, e quelli per la ricostruzione privata, cioè quella effettuata direttamente dai proprietari senza bandi pubblici», continua Gianni Melilla, «ci raccontano di un alto livello di infiltrazioni mafiose e di malaffare stabilmente attivo nel territorio aquilano. Il lavoro importante della magistratura e delle forze dell’ordine dev’essere però affiancato da una serie di provvedimenti, anche normativi, per evitare il ripetersi di questi fatti. La ricostruzione aquilana», conclude il deputato abruzzese di Sel Gianni Melilla, «non può essere lasciata in mano alla camorra».

