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9 Luglio 2014

notte dei ricercatori Visconti: è solo propaganda Ogni volta che sento la retorica che accompagna anche la più insignificante “scoperta” scientifica (dalle proprietà benefiche della gramigna alla...

notte dei ricercatori

Visconti: è solo

propaganda

Ogni volta che sento la retorica che accompagna anche la più insignificante “scoperta” scientifica (dalle proprietà benefiche della gramigna alla presunta intelligenza dei polli) ripenso sempre alla storia (credo sia di Platone) che immagina un dialogo fra Gorgia e Socrate a proposito delle funzioni della retorica con la conclusione che questa serve a convincere la massa dei cittadini incompetenti di certe decisioni che riguardano la politica o la giustizia. La retorica che seguita ad animare ad esempio la “notte del ricercatore” presenta l’aggravante che questo è un caso di chiara propaganda per fini non proprio educativi.

La relazione che esiste fra la conoscenza scientifica e azione sociale è complessa. Infatti la prima è posseduta e controllata da una piccola élite eppure l’uso e controllo di quella conoscenza da parte di poteri pubblici e privati ha importanti conseguenze sociali per tutti. Come può una democrazia sostenere che conoscenze essenziali siano nelle mani di pochi? Il rimedio (o la furbata) è il cosiddetto giornalismo scientifico con i suoi annessi e connessi. Questo soffre comunque di due difetti principali. Da una parte per quanto siano competenti, i giornalisti, si devono fidare ciecamente di quello che dicono gli esperti. Dall’altra gli stessi giornalisti sono pressati perché i loro “pezzi” siano i più spettacolari possibili. In questo modo la gente pensa che tutto sia facile e risolto (o risolvibile) purché ci siano fondi e persone a sufficienza. La notte del ricercatore serve a questo fine: stupire il pubblico mostrando cose semplici e insignificanti che nascondono le vere problematiche della ricerca scientifica sia relative al metodo, che all’interazione scienza-società. Sono proprio i divulgatori alla Piero Angela che usano la retorica e qualche loro acquisita cognizione, per avere la pretesa di convincere le masse che la “verità” ti renderà libero. Come dice Richard Lewontin (ineguagliabile genetista di Harvard) non è la verità che ti rende libero ma è piuttosto avere il potere per scoprire la verità, e questo potere non viene dato alla gente da manifestazioni inutili e costose come la notte del ricercatore che dopo qualche birra e qualche fuoco di artificio (qualunque cosa esso sia) lascia la gente con i problemi di tutti i giorni. Nella stessa realtà ricadono le promesse fatte dalla “scienza” in queste occasioni. Pensate a tutte le cure miracolose promesse dalla medicina fino allo spreco di denaro pubblico legato alla corsa allo spazio. In certi casi si creano delle reazioni deleterie. C’è un esempio fatto dallo stesso Lewontin che riguarda il creazionismo. Questo movimento nasce da una reazione di quel settore della società che tradizionalmente curava l’educazione dei figli. Una reazione che si opponeva al controllo da parte dell’élite scientifica dell’educazione dei propri figli (ad esempio sui temi dell’evoluzione biologica). Questo conflitto rientra in quella che viene chiamata la “guerra delle due culture” quando in effetti è una guerra al solito fra la “misera” (in senso economico) cultura tradizionale e questi maghi della scienza. La notte del ricercatore è quindi una semplice manifestazione propagandistica (o retorica) per mantenere i privilegi di una certa casta che includono fra l’altro la riscossione di stipendi senza controllo sul rendimento (ma anche sull’orario di lavoro) di chi li percepisce e l’utilizzazione incontrollata di fondi per ricerche che in molti casi sono perfettamente inutili.

Guido Visconti

docente universitario

Biomasse

Blundo bacchetta

Cialente

In relazione all’iniziativa organizzata dall’amministrazione comunale, il convegno “Energia senza petrolio. Un nuovo modello per lo sviluppo del territorio”, tenutosi all’Auditorium del Parco e volto a orientare la popolazione affinché appoggi il pericoloso insediamento di un inceneritore di biomasse nella zona di Bazzano-Monticchio, ci chiediamo in base a quali presupposti e per mandato di chi il sindaco si sia attivato in tal senso a sponsorizzare un incontro “informativo” così fortemente rispondente agli interessi di una società privata, la Futuris, dato che il consiglio comunale aveva già espresso contrarietà all’insediamento dell’impianto in questione e considerato che la stessa Regione aveva approvato una Legge per la moratoria su tutti gli interventi.

Enza Blundo

senatrice