segnalazioni e interventi
basilica Collemaggio «Sono d’accordo con Capezzali» Il restauro della Basilica di Collemaggio continua a tenere banco. Il dato più sorprendente è che c’è ancora chi ha da ridire sull’intervento a suo...
basilica Collemaggio
«Sono d’accordo
con Capezzali»
Il restauro della Basilica di Collemaggio continua a tenere banco. Il dato più sorprendente è che c’è ancora chi ha da ridire sull’intervento a suo tempo effettuato dal Soprintendente Mario Moretti, persona di alta competenza capace di prevenire eventuali danni procurati da un sisma che, com’è noto, ha i suoi corsi e ricorsi storici nella terra aquilana. Walter Capezzali accenna ai lavori iniziati nel Settanta e sospesi nel giugno del 1972 su decisione del Consiglio Superiore delle Belle Arti; una sospensione che il 6 aprile 2009 è, dunque, costata cara alla Basilica e alla borsa dello Stato visto che a crollare è stato proprio quel “transetto” per il quale Moretti aveva già idee chiare, come documentato nel richiamato libro “Collemaggio” del 1972, De Luca Editore – Roma.
Personalmente, all’epoca collaboratore della testata “L’Aquilasette”, ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi quanto si stava facendo in Collemaggio e quindi farmi un’idea (anche sulla base degli studi tecnici, delle conoscenze acquisite nelle costruzioni autostradali oltre che nella storia e nel mondo dell’arte) su quanto avveniva in termini di ritrovamenti ed eliminazioni di pesanti sovrastrutture che, certamente, se non toccate, non avrebbero resistito al sisma del 2009 portandosi dietro colonne e soffitti della Basilica.
La domanda che viene leggendo l’intervento, largamente condiviso, di Capezzali: perché non si lascia in pace Moretti a 40anni dalla morte e, al contrario, non gli si renda il giusto merito? Sembra di capire che qualcuno abbia letto soltanto gli interventi di Bruno Zevi, nel 30 gennaio 1972, quando apostrofava così il Moretti: “E’ una Chiesa barocca? Distruggetela” o dell’aquilano doc Bruno Vespa che all’epoca, sul quotidiano “Il Tempo”, con grande baldanza “sognava il titolo” per uno dei suoi futuri libri, “Attila in Abruzzo”, nel quale avrebbe certamente concluso: “… in cinque anni Moretti ha restaurato cento monumenti della Regione. La quantità è tale da sommergere tutti i soprintendenti che l’hanno preceduto, sommati insieme. La qualità è lì, pronta a subire ogni processo, ma da giudici sereni”. Ora Capezzali evita le antiche dispute sui restauri. Si preoccupa però che “palesemente o sotto metafora si arrivi ad accusare Moretti anche del tremendo crollo del transetto absidale di Santa Maria di Collemaggio a causa del terremoto del 6 aprile 2009”. Preoccupazione pienamente condivisa.
Respingiamo allora le inutili “metafore” per accendere nuove polemiche e protagonismi. Chiediamoci, invece, cosa accadde realmente nel 1972, quanto l’invadenza politico-decisionale del tempo abbia giocato contro Moretti, cosa si celasse dietro l’allarmismo, anche professionale (del tecnico e dell’informazione). C’è, insomma, una verità tutta da portare alla luce: sulle responsabilità per la sospensione dei lavori e, oggi, sul danno economico necessario per l’intervento nella Basilica di Collemaggio.
Emidio Di Carlo
giornalista indipendente
la Polemica
La trappole
per topi
All’Aquila i topi volano. È quello che abbiamo pensato guardando l’erogatore di esche comunemente chiamato trappola per topi. Difficilmente un topo vi passerà dentro, visto che è collocato a quaranta centimetri dal suolo. Ma, anche vi fosse passato, magari volando, l’effetto sarebbe stato innocuo in quanto questi «erogatori di esche» sono fuori uso, perché le esche, posizionate al loro interno, sono scadute da anni. Già avevamo denunciato la presenza di queste «trappole per topi», disseminate su tutto il territorio del comune dell’Aquila in condizioni di assoluto abbandono e senza la specifica funzione a cui erano destinate.
Queste «stazioni di avvelenamento» le abbiamo viste in bella mostra a San Giacomo fuori dai Map, dove si sono verificate presenze di ratti che hanno distrutto suppellettili.
Se questi «erogatori di esche» erano funzionali, forse avrebbero assolto al loro compito. Quindi ci domandiamo a cosa è servito dotare la città e il suo comprensorio di questo servizio se non assolve al suo compito? Quanto è costato ai cittadini? Perché non funziona? La magistratura contabile verifichi tutte le procedure dell’appalto.
Franco Marulli
segretario Assocasa Ugl

