segnalazioni e interventi
la memoria Rifondazione ricorda Che Guevara Ernesto Guevara, argentino, medico, scrittore, guerrigliero, el Che, come era stato affettuosamente soprannominato dal popolo cubano mentre era alla guida...
la memoria
Rifondazione
ricorda Che Guevara
Ernesto Guevara, argentino, medico, scrittore, guerrigliero, el Che, come era stato affettuosamente soprannominato dal popolo cubano mentre era alla guida di un gruppo di rivoluzionari presenti in quel paese oppresso da una durissima dittatura militare, maturò le proprie convinzioni politiche negli anni del secolo scorso più duri per il continente latino americano dove a condizioni di povertà oggettive delle popolazioni si sommava lo sfruttamento neocoloniale degli Stati Uniti d’America e delle sue Corporation con il sostanziale beneplacito dei governi di quei paesi, spesso semplici organi di repressione, che vendevano popolo e materie prime in cambio del sostegno Usa per conservare il proprio potere. Nel 1955 l’amicizia con Fidel Castro e l’adesione al movimento 26 Luglio fecero del dottor Ernesto Guevara un guerrigliero e un politico, la sua partecipazione alla Rivoluzione cubana risultò decisiva per la conquista del potere e la cacciata del dittatore Batista dall’isola. Segui un periodo in cui il ‘Che’ si dedicò a consolidare le conquiste sociali della Rivoluzione. Fu dirigente di primo piano e ministro fino al 1965 quando scelse di tornare a lottare in prima persona per la libertà dei popoli e per perseguire il suo progetto di emancipazione. Lo fece prima in Congo dilaniato da una guerra civile, poi in Bolivia dove trovò la morte per mano dei militari e della Cia. Oggi l’attualità dell’esempio di Ernesto Guevara appare evidente nel continente sudamericano dove il suo pensiero di un’america latina indipendente e solidale sembra realizzarsi dopo oltre quarant’anni con diversi governi socialisti e bolivariani che riscattano popoli e nazioni dopo secoli di colonialismo e imperialismo. Ma anche ii europa costretta a condotte antisociali da banche e classi dirigenti deboli e corrotte, specie in Italia, dove assistiamo quasi inermi allo smantellamento di ogni tutela e diritto delle classi lavoratrici in nome dell’austerità imposta dai poteri finanziari, l’idea e il coraggio di quest’uomo, spinto alla lotta e al martirio per i più deboli, rappresenta un contrasto di valori e una storia da sottolineare e di cui, seppur indegnamente, andare orgogliosi. El Che Vive!
Goffredo Juchich
segretario Comunale Prc L’Aquila
forza silvio
L’ex asilo occupato
e l’illegalità
A seguito di molte gravi segnalazioni pervenute da parte di giovani concittadini teniamo a far luce e chiarezza una volta per tutte sullo scandalo “Asilo Occupato” in via Duca Degli Abruzzi che dura ormai da ben 3 anni Molti concittadini si domandano e ci domandano quale sia il soggetto intestatario delle utenze dato che per l’allaccio è necessario essere proprietari dello stabile o avere una regolare concessione d’uso. Come tutti sappiamo lo stabile è di proprietà del Comune, di conseguenza o il Comune stesso è l’intestatario delle utenze e si fa quindi carico delle bollette, o è stato concesso legalmente l’uso dello stabile agli “occupanti” da parte dell'amministrazione comunale, o l’allaccio è abusivo ed in questo caso si tratterebbe di illecito. In risposta alle numerose domande abbiamo chiesto al Consigliere Comunale Dott. Guido Quintino Liris di formulare un’interrogazione comunale per accertare eventuali responsabilità da parte del Comune. Noi cittadini onesti che paghiamo le tasse abbiamo il diritto di sapere come l’amministrazione pubblica spende i nostri soldi e come utilizza i beni pubblici. Le segnalazioni più gravi però riguardano “dubbie” attività che provvederemo a verificare al più presto
E’ nostro impegno far luce e chiarezza specialmente su questo punto, per questo invitiamo tutti a fornire elementi e notizie da portare all’attenzione delle autorità competenti. Il dato inconfutabile è che le attività svolte all’interno dell’asilo illegalmente occupato non coinvolgono tutti e sono limitate ad una cerchia ristretta di ragazzi. Noi a seguito di ciò con la presente chiediamo al Sindaco Massimo Cialente l’immediato ordine di sgombero e di valutare il nostro progetto di Vera “socializzazione” collettiva che prevede la riqualificazione della struttura come mensa, sala studio, centro polifunzionale per gli studenti della Facoltà di Scienze Umane o, qualora il Comune e L’Università degli Studi di L’Aquila non trovassero un intesa, concedere la struttura ad associazioni culturali cittadine in periodi alterni regolamentati. La socializzazione senza legalità si chiama anarchia.
Roberto jr Silveri
club Forza Silvio
“G.Ungaretti”

