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passato e presente Una domenica sera nel centro storico E' una domenica sera di fine anno, all’Aquila. I vicoli bagnati dal nevischio rendono viscido il selciato scomposto qua e là dai pesanti mezzi...
passato e presente
Una domenica sera
nel centro storico
E' una domenica sera di fine anno, all’Aquila. I vicoli bagnati dal nevischio rendono viscido il selciato scomposto qua e là dai pesanti mezzi che portano linfa a una città in ricostruzione. Solo le gru riescono a emergere dalla confusione urbana che imprigiona il capoluogo d'Abruzzo. Il silenzio spettrale è rotto dall'insistente cigolio di qualche finestra malamente socchiusa. Le strade buie, flebilmente schiarite da giallognole luminarie, abbracciano i palazzi sfumati da una velata atmosfera, e s'insinuano nel cuore dell'Aquila antica dove appaiono fulminei bagliori che irrompono dalle vetrine di sporadici ristoranti nati "d'incanto" tra i fabbricati inanimati del Centro. Locali che ostentano una fine atmosfera per richiamare l'attenzione dei passanti. Ma, al di là di qualche rara coppietta e di solitari che si avventurano nelle buie vie della città, non si vede "anima viva". Tra transenne e teloni, emergono palazzi colorati, riportati a nuovo, in cui si accendono le luci degli interni occasionalmente abitati. Solitari abitatori di un Centro ancora vuoto, forzatamente ridisegnato dalla natura e dall'uomo. Si fa fatica a credere che qualcuno abbia ripreso ad abitarlo. Ma, come San Tommaso, si chiede avallo di quell'accenno di vita. La conferma puntualmente ci giunge dal suono di uno strumento a fiato che, da una stanza di un fabbricato contiguo a via Veneto, riecheggia sul retro della monumentale chiesa di San Bernardino, la cui fronte illuminata rivolge lo sguardo a ponente. Intanto qualche fiocco di neve si lascia cadere scaraventato qua e là da un gelido vento; e poi si adagia sul manto viario, o si appoggia sulla cima delle reti arancio che cingono le case pericolanti e i cantieri. E' tardi, anche la neve lascia riposare la città ora immersa in un silenzio divenuto particolarmente invadente. Domani è un altro giorno. Chissà se la "nostra signora" prima o poi riuscirà nel miracolo di portare a casa la sua gente.
Fulgenzio Ciccozzi
L’Aquila
Lo sport in città
«Serve maggiore
attenzione»
Volevo trascorrere il periodo delle festività natalizie tranquillo e non entrare in polemica con nessuno, ma i continui "mugugni" che intercetto negli ambienti sportivi regionali, hanno fatto si che, ancora una volta, il mio istinto mi spinge a parlare.Nel mese di dicembre 2014 è stato sbandierato su ogni tipo di stampa, l'attribuzione di onorificenze e titoli concessi da Regione Abruzzo, Comune dell'Aquila, CONI a personalità del mondo sportivo non del tutto coerenti con la realtà. Questi stessi Enti, in occasioni di inaugurazione di impiantistica sportiva, di manifestazioni di richiamo, hanno tenuto a casa i "veri" personaggi sportivi che hanno tenuto alto il nome "Abruzzo". Addirittura," l'Associazione ex Corridori Ciclisti Abruzzesi" ha stampato un calendario per il 2015 con i personaggi abruzzesi famosi, dimenticandosi i 3 unici Campioni del mondo di ciclismo. Il sindaco dell'Aquila ha sbandierato addirittura di accentrare le probabili olimpiadi "Roma 2014" in città con il rugby ed il pattinaggio. Vorrei ricordare al sindaco che entrambe queste discipline non rientrano, almeno oggi, nei "parametri olimpici". Mentre a L'Aquila, che un tempo possedeva il miglior velodromo europeo e vanta ancora oggi, personaggi olimpionici quali Gianluca Capitano con 3 titoli mondiali ed una presenza olimpica ad Atlanta nel 1996 ed Alessandra D'Ettorre con 1 titolo mondiale ed una presenza olimpica a Pechino 2008, oggi sull'impianto nascono erbacce. Faccio notare, ancora una volta, al sindaco che si sbraccia a cercare soldi per l'impiantistica sportiva delle società che le stanno a cuore, che nel 2004, il benemerito Vito Taccone che aveva staccato l'assegno personale per il rifacimento del "velodromo" nel 1998, aveva già pronti i soldi per una nuova ristrutturazione dell'impianto, ma fu messo subito da parte.
A Voi cari politici, un importante suggerimento. Fate bene i conti prima di lodare un'iniziativa.
Chi vi parla, con documenti alla mano, è stato presidente di una società ciclistica, tutt'ora in vita, da ben 35 anni di essere stato il Presidente di una società sportiva (mi pare l'unica in Abruzzo), che ha avuto l'onore di avere un atleta che ha conquistato 1 titolo mondiale, 1 europeo, 3 italiani ed una partecipazione olimpica, e da 18 anni Presidente di una polisportiva, sezione calcio, senza mai pretendere da nullla. Neanche i benefici che hanno ottenuto molte società sportive cittadine.
Renato Palumbo
L’Aquila

