Sei mesi fa alta tensione nel centro storico

C’era stata una rivolta dei residenti per la struttura per migranti di via Roma De Santis (Idv L’Aquila) e Casciere (Lega Avezzano) lanciano l’allerta
L’AQUILA. Fanno parte del gruppo dei 108 rifugiati che erano ospitati nel centro di accoglienza di via Roma, i giovani arrestati ieri all’Aquila e ad Avezzano per avere messo su una centrale di droga, prostituzione e rapine. All’Aquila, nello scorso novembre, la tensione era salita alle stelle nel centro storico soprattutto, per la presenza dei 108 immigrati, alcuni dei quali infastidivano i passanti, e ritenuti «fuori controllo». Un clima di tensione che aveva costretto l’amministrazione comunale a intervenire. In particolare, il presidente della terza Commissione consiliare che si occupa del sociale, Elisabetta De Blasis, che aveva convocato una riunione per esaminare le istanze dei residenti del centro storico e elaborare soluzioni da portare in consiglio comunale. Era stata una discussione dai toni accesi, nell’affollatissima riunione. Ne era scaturita soprattutto una denuncia sul «mancato controllo degli immigrati», in particolare proprio quelli accolti in via Roma, dalla Fraterna Tau. Nell’Aquilano, tra le frazioni e i quartieri, sono 388 in tutto gli immigrati, mentre in tutta la provincia sono quasi mille. Dopo due ore e mezza di dibattito acceso, i commissari della maggioranza di centrodestra e dell’opposizione di centrosinistra erano arrivati a un accordo: un documento nel quale si chiedeva al consiglio comunale di trasformare i Cas (Centri di accoglienza straordinaria) gestiti dalla prefettura, in Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), i cui centri possono essere individuati dalle amministrazioni comunali. E anche la «costituzione di una Consulta comunale sull’immigrazione», come aveva precisato il presidente De Blasis.
Nel frattempo, però, lo Stato non ha rinnovato la convenzione alla Fraterna Tau e i 108 di via Roma sono stati trasferiti nei Centri di accoglienza di Avezzano e Sulmona e altre aree della provincia. Sugli arresti di ieri operati dalla polizia, intervengono il capogruppo consiliare Idv al comune dell’Aquila, Lelio De Santis, e l’assessore leghista del comune di Avezzano, Leonardo Casciere.
«Le forze di polizia, che hanno sgominato una banda di criminali, clandestini o richiedenti asilo e residenti in comunità, meritano un plauso e un ringraziamento per la loro attività di controllo del territorio», afferma De Santis. «I crimini scoperti, come lo sfruttamento della prostituzione, il commercio della droga e i furti con violenza, sono brutali e riprovevoli, da condannare senza se e senza ma. L’Aquila non può sopportare ancora per molto tempo un clima di insicurezza e di paura, che è prodotto da continui furti a persone o ad attività commerciali, vedi quelli ripetuti e recenti alle pompe di benzina, e da aggressioni e minacce nei centri commerciali. È giunto il momento di affrontare di petto il problema della insicurezza e della paura, che pervadono tutto il territorio e che insieme con la mancanza di alloggi a prezzo accettabile o di lavoro dignitoso, rischia di esplodere in una ribellione sociale difficilmente controllabile. Ritengo che il sindaco, autorità di pubblica sicurezza, debba alzare la voce con il nuovo ministro dell’Interno per ottenere un incremento delle forze dell’ordine, e che debba prendere in considerazione l’idea di un aumento dei vigili urbani».
L’assessore con delega alla Sicurezza del Comune di Avezzano, Leonardo Casciere, esprime soddisfazione per l’operazione e plaude agli uomini della squadra Mobile dell’Aquila: «Abbiamo appreso che uno di questi centri di accoglienza si trova ad Avezzano e pertanto ho subito allertato gli uffici comunali e la polizia locale per accertare che la struttura sia in regola. I reati contestati sono gravissimi. Quanto emerso dall’operazione dimostra che anche tra i richiedenti asilo ci sono soggetti pericolosi che arrivano in Italia per delinquere, pertanto il fenomeno va assolutamente tenuto nella massima considerazione delle istituzioni e delle forze dell’ordine».
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