Seminario degli ingegneri sul dissesto idrogeologico

L’AQUILA. Prosegue l’attività formativa dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila. Al centro del seminario che si è tenuto martedì nella sede dell’Ordine un tema di grande attualità,...
L’AQUILA. Prosegue l’attività formativa dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia dell’Aquila. Al centro del seminario che si è tenuto martedì nella sede dell’Ordine un tema di grande attualità, quello del dissesto idrogeologico. «Le aree ad elevata criticità», sostengono gli ingegneri, « rappresentano il 9,8% della superficie italiana; qui vi sorgono 6.250 scuole e 550 ospedali. Il 5,7% (pari a 17.255 chilometri quadrati) è a rischio frana, il 4,1% (12.263 km²) a rischio inondazione. In questa parte di territorio abitano quasi 6 milioni di persone. Più in generale l’89% dei comuni italiani si trova in zone ad elevata criticità. Una seria politica di prevenzione più avere ricadute molto positive da diversi punti di vista».
Per questa ragione gli ingegneri – in qualità di addetti ai lavori – si formano in maniera continua per fronteggiare una vera e propria calamità naturale. E lo fanno stringendo delle partnership anche con imprese private che operano ad esempio nel campo della raccolta e del drenaggio delle acque di superficie e hanno una leadership a livello mondiale, come Hauraton Italia.
«È stato un onore», ha commentato Toni Principi, direttore generale Hauraton Italia, «poter raccontare le esperienze realizzate sul campo dalla nostra azienda ad oltre 70 ingegneri aquilani
«La messa in sicurezza del territorio», ha esordito Elio Masciovecchio, presidente dell’Ordine provinciale degli Ingegneri, «è una delle grandi opere di cui il Paese ha bisogno. È una priorità nazionale», ha aggiunto Masciovecchio. «Continuare a ignorarlo è imperdonabile».
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