Sensori aquilani ai Musei capitolini

6 Febbraio 2020

Tecnologia 5G con Zte e Università per monitorare gli edifici

L’AQUILA. Il 5G sbarca a Roma per “spiare” la salute dei Musei capitolini. Sensori e connessione ultraveloce per tutelare edifici storici e non solo in caso di terremoti, ma anche per prevenire piccoli cedimenti strutturali. Il progetto #Roma5G si arricchisce così di un nuovo capitolo: il Campidoglio, Fastweb e Zte, multinazionale cinese delle telecomunicazioni – che ha un centro di innovazione e ricerca nel Tecnopolo d’Abruzzo – con il supporto dell’Università dell’Aquila, hanno presentato un innovativo scenario d’uso per il monitoraggio con il 5G degli edifici, attraverso una rete di sensori attivata in due sale dei Musei capitolini. Al Palazzo dei Conservatori e alla Sala Esedra del Marco Aurelio sono stati installati 8 sensori che registrano informazioni sulla struttura. Grazie alla piattaforma integrata che sfrutta le frequenze 5G e all’infrastruttura ultraveloce di Fastweb, alle tecnologie di Zte e al know-how dell’Università dell’Aquila, i Musei capitolini hanno a disposizione un patrimonio di informazioni costantemente aggiornato utile alla programmazione della manutenzione del bene. Lucio Fedele (Zte Italia) spiega che i sensori «registrano le vibrazioni nella struttura e hanno due funzioni essenziali. Segnalano eventuali disallineamenti troppo evidenti dal modello ideale e quindi pericolosi, prevenendo piccoli crolli o cedimenti strutturali. E poi, in caso di eventi catastrofici, come terremoti, danno informazioni in tempo reale sulla situazione strutturale abilitando alcune risposte come, ad esempio, il blocco dell’erogazione del gas o gli ascensori riportati al piano. La stessa tecnologia è operativa anche all’Aquila».