«Sento forte passione civile»

5 Febbraio 2016

Quella che segue è parte di una intervista che Italo Grossi rilasciò al Centro il 24 dicembre 2004 a firma Michela Corridore. Annunciava la sua candidatura a sindaco per il 2007. Riletta oggi è una...

Quella che segue è parte di una intervista che Italo Grossi rilasciò al Centro il 24 dicembre 2004 a firma Michela Corridore. Annunciava la sua candidatura a sindaco per il 2007. Riletta oggi è una sorta di testamento politico.

Quali sono i motivi di questa scelta?

«Da sempre sento una forte passione civile. Ho smesso da più di due anni di occuparmi direttamente di politica, ma ogni giorno lo faccio in modo indiretto, a fianco dei cittadini. L’esperienza del Cedic mi ha arricchito molto, dandomi la possibilità di ascoltare i poveri della città: ogni giorno incontro circa 20 persone, le conosco una ad una, so i loro problemi e insieme a loro cerco di risolverli. È a queste persone che va, prima di tutto, il mio rispetto, è a loro che devo questo impegno. Moltissimi sono quelli che mi hanno chiesto e mi continuano a chiedere di impegnarmi direttamente e non voglio deluderli. La mia parola d’ordine sarà “stare a fianco dei deboli”. Non si tratta di un atto di ambizione, ma di passione civile».

Perché dopo tanti anni di militanza a sinistra, ha scelto di presentarsi a capo di una lista civica?

«Perché credo che la città abbia bisogno di rinnovamento e di uno scossone salutare. Voglio metterlo in chiaro sin d’ora: la mia non è una scelta contro nessuno, ma per la città. Certo è inutile negare che ci sono stati dissensi con la parte politica che ho rappresentato per tanto tempo: durante la precedente amministrazione, mi sono sentito abbandonato dall’allora maggioranza dei dirigenti del partito (Ds), tanto che ho sentito il dovere di dimettermi da capogruppo. Mi sento, insomma, un “cristiano senza Chiesa”, per citare Ignazio Silone, ma pur sempre un cristiano. Non rinnego il mio passato, ma voglio guardare avanti: la mia sarà una lista civica progressista. Non penso di essere l’uomo della provvidenza, ma solo un uomo che ha tanta passione e tanta voglia di lavorare»

Chi farà parte di questa lista?

«Chi non ha padroni, chi non ha interessi da tutelare all’interno del Comune, chi sente prima di tutto un forte amore per la città. L’Aquila ha bisogno di volti nuovi, di professionisti capaci, come ce ne sono molti, mai adeguatamente valorizzati. Voglio, inoltre, dare spazio ai giovani. E poi la lista sarà dei cittadini, di tutti coloro che sentiranno il bisogno di esprimere le proprie idee e le loro necessità».