Sequestrati 70 kg di cibo destinati alle scuole

27 Maggio 2015

La Forestale multa l’azienda: «Tra gli alimenti anche carne priva di tracciabilità» I titolari della ditta: «Contestazioni irrilevanti, pasti sempre di qualità»

SULMONA. Blitz della Forestale nei laboratori di un’azienda abruzzese, che opera anche in Valle Peligna nel campo della ristorazione. Nel corso dei controlli operati dagli agenti del nucleo agroalimentare del corpo forestale con sede all’Aquila, e coadiuvati dai colleghi di Sulmona, sono stati sequestrati alimenti privi di tracciabilità. Sessanta fettine di pollo, 50 salsicce, 20 cosce di pollo, 40 gordon bleu, una vaschetta di lenticchie e una di fagioli, oltre a una bustina di peperoncini per un totale, secondo la Forestale, di circa 70 chilogrammi di alimenti. Il sequestro, avvenuto due settimane fa ma reso noto dalla Forestale solo ieri, ha portato anche alla contestazione di una multa di 1.050 euro nei confronti del rappresentante legale dell’azienda.

«Si tratta di carne che era stata regolarmente acquistata due giorni prima del sequestro», spiega il titolare, «e che stavamo preparando come sempre. Quel giorno la scuola che doveva ricevere la consegna ci ha comunicato che il numero dei pasti da somministrare era inferiore al previsto perché alcune classi erano in gita. A quel punto non potevamo gettare nei rifiuti carne fresca perfettamente utilizzabile e abbiamo deciso di conservarla nel frigo. Naturalmente senza etichetta, che era stata tolta precedentemente, anche se avevamo la fattura d’acquisto».

Per il titolare dell’azienda abruzzese si è trattato di contestazioni «irrilevanti» che non possono scalfire in alcun modo la credibilità di un’azienda che opera nel settore delle mense scolastiche da oltre 30 anni.

«Dall’inizio dell’anno abbiamo subìto 12 controlli dalla Asl, uno dalla Forestale e uno dai Nas», incalza il rappresentante legale, «e ogni volta è stato sempre trovato tutto in regola. Vengano pure i controlli, ma a tutto c’è un limite, soprattutto quando questo può creare delle ripercussioni sull’attività di un’azienda che ha sempre operato nel rispetto delle regole e che dà lavoro a 90 persone oltre all’indotto visto che i pasti, se si esclude la carne bianche, vengono tutti preparati con prodotti a chilometro zero, anche se costano di più, ma sono di qualità migliore e soprattutto producono economia nella nostra zona. Siamo un’azienda seria, forse troppo seria da far paura a chi vorrebbe invadere il mercato locale. Nei prossimi mesi c’è la gara per le scuole di Sulmona e questo spiega molte cose».

Claudio Lattanzio

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