«Serve la consulta dei cittadini»
Sassa, la proposta dei residenti Robimarga e Scarsella ai politici
L’AQUILA. «È necessario istituire una consulta dei cittadini – senza appartenenze partitiche – che conoscono il territorio «cittadini che, ricchi di queste conoscenze, possono dialogare con l’assessore ai piccoli paesi d’Abruzzo – comprese le frazioni dei Comuni più grandi – assessorato la cui istituzione dovrà essere presa in considerazione dalla nuova legislatura regionale».
È la proposta lanciata da Claudio Robimarga e Maria Scarsella (abitanti di Sassa da sempre impegnati in iniziative sul territorio) in una conferenza stampa nella quale è stato presentato un documento inviato a tutti i candidati alla presidenza della giunta regionale. Il programma delle cose da fare messo a punto da Robimarga e Scarsella è lungo e dettagliato: sulla sanità si ritiene necessario far nascere residenze sanitarie assistenziali, dare priorità all’assistenza domiciliare con servizi di base, ridurre i tempi di attesa per le visite specialistiche e fare attenzione all'igiene nei reparti ospedalieri potenziando il personale. Le Università abruzzesi devono dialogare fra loro con le attività di ricerca e mettere a disposizione delle imprese nuove tecnologie. La Perdonanza non può essere ridotta a un’intensa, ma vuota, settimana nell’ultimo periodo del mese di agosto, ma attraverso la Bolla bisogna fare dell’Aquila la città della pace, capace di educare ad essa attraverso il dialogo tra i popoli di tutto il mondo. Per quanto riguarda l’Istituto nazionale di Fisica nucleare è necessario un monitoraggio continuo sulla sicurezza in particolare riguardo alla possibile contaminazione delle falde acquifere. «Le frazioni, come dicevamo, ci stanno molto a cuore», continuano Robimarga e Scarsella, «e per prima cosa vanno valorizzate senza snaturarle. Riorganizzare i borghi abruzzesi è doveroso per la tutela dell’ambiente e delle risorse, ma anche per la sopravvivenza di tutti quelli che con coraggio hanno deciso di abitare ancora quei luoghi. Le periferie degradate hanno bisogno di essere riqualificate. Non dimentichiamo le questioni ambientali, è ormai noto che le antenne di telefonia mobile emettono delle onde che causano problemi alla salute. È necessario prevedere un piano per individuare la giusta collocazione delle stesse, che non deve considerare i centri abitati e la vicinanza a scuole, ospedali, uffici. Inoltre è inaccettabile che una città come L’Aquila, capoluogo di regione, debba essere carente nella viabilità su ferro. Infine la ricostruzione post-terremoto che in alcuni punti della città-territorio e soprattutto in alcune frazioni, va a rilento. Sono trascorsi ben dieci anni dalla tragedia e se si continua così molti non torneranno più nelle loro case. Le scuole che dovevano avere la precedenza su tutto sono ancora nei moduli provvisori», hanno concluso. (g.p.)
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