Servizio idrico, evasione record Oltre diecimila utenti fantasma

2 Settembre 2018

Al via un controllo dei dati incrociati che riguarderà Avezzano e la Marsica per stanare i furbi Poi scatteranno le contestazioni e il Cam intende anche presentare denunce per furto d’acqua

AVEZZANO. Evasione record sul versante idrico nella Marsica, dove i furbetti dell’acqua sarebbero oltre 10mila, quasi la metà concentrati ad Avezzano, dove il pesante divario tra gli utenti della Tari e quelli del Consorzio acquedottistico marsicano si aggira attorno alle 4mila unità. E stiamo parlando solo delle utenze domestiche. Numeri da scremare, ma qualunque sarà il risultato dei controlli il quadro emerso dal primo sommario incrocio dei dati relativi alla città capofila della Marsica, è a dir poco allarmante. Ad Avezzano, infatti, i nuclei familiari residenti risultano 17.277, non tutti iscritti al ruolo Tari, che conta all’incirca 17mila utenti, mentre il numero di utenze domestiche del Cam è fermo attorno alle 13mila unità. Il saldo negativo, per la traballante società che gestisce il servizio idrico in house providing, sfiora il 25%. Non va certo meglio per le utenze commerciali: qui la situazione sarebbe decisamente peggiore con 2.800 iscrizioni alla Tari del Comune e 1.150 allacci al Cam. Molto meno della metà, quindi un’evasione superiore al 50%. Nel resto dei Comuni serviti dal Cam nella Marsica, sempre in fase di verifica, all’appello mancherebbero più o meno seimila utenti. Il fenomeno, che ha origini lontane, con il passaggio delle reti dai Comuni al Cam, e i relativi elenchi non proprio accurati, finora è stato “curato” con le aspirine, mentre per debellare la pesantissima evasione, un fardello pesante sulla società idrica in odore di concordato per il pesante debito, serve una cura da cavallo. Con punto di partenza un censimento idrico, a partire da Avezzano: operazione in fase di costruzione attraverso verifiche incrociate basate sul catasto elettrico – acquisito dal Comune – l’anagrafe, le utenze della Tari e dell’acqua. Il cerchio, quindi, se le premesse saranno mantenute, sta per iniziare a stringersi sulle migliaia di “furbetti” del servizio idrico integrato gestito dal Consorzio. Strada quasi obbligata per la governance per recuperare somme rilevanti, quantificabili in oltre un milione di euro l’anno, che potrebbero essere utilizzate per sostenere il concordato e, in prospettiva, gli investimenti per ammodernare la rete e i sistemi risalenti alla Cassa del Mezzogiorno. L’incrocio dei dati farà emergere le incongruenze, punto di partenza per l’avvio delle operazioni mirate a mettere la parola fine, o almeno ad abbattere un fenomeno che, come al solito, da anni scarica il costo dei furbi sui contribuenti che non barano: per chi non risulterà in regola con l’allaccio alla rete idrica, assicurano al Consorzio, scatterà la procedura di contestazione delle quote evase, seguita da iniziative per mettere fine al caos nel sistema idrico, senza dimenticare una denuncia all’autorità giudiziaria.
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