«Sesso in carcere? Non è escluso»

24 Gennaio 2018

Nardella (Uil): potrà accadere anche in Abruzzo, ma deciderà il nuovo governo  

SULMONA. «Sesso in carcere? L’eventualità non è del tutto esclusa». Ad affermarlo è Mauro Nardella segretario generale territoriale Uil-Polizia penitenziaria. «Anche se il decreto attuativo sull’affettività in carcere sembra essere stato estromesso da quelli che, a breve, potranno riscrivere la storia dell’ordinamento penitenziario italiano», spiega il sindacalista, «non è del tutto da escludere la possibilità che possa essere ripreso, in un futuro neppure troppo lontano, e ricollocato laddove gli Stati generali sull’esecuzione penale voluti dal ministro della Giustizia Andrea Orlando avrebbero voluto fosse inserito».
Il discorso di Nardella, quindi, è rivolto ai chi vincerà la grande sfida elettorale del 4 marzo. «Per sapere quindi se sarà possibile fare sesso in carcere», continua il sindacalista, «bisognerà aspettare ancora visto che c’è tempo fino alla prossima estate per un eventuale decreto attuativo». Per Nardella, dunque, «tutto dipenderà dalla compagine governativa che subentrerà a quella attuale». Precisa, però, il segretario generale territoriale che «molto ci sarebbe da approfondire su come sarà esercitato l’obbligo della vigilanza visto che in carcere i poliziotti penitenziari questo fanno». E ancora: «I permessi di affettività non potranno non tener conto di un ulteriore aggravio di lavoro che i competenti addetti saranno chiamati a svolgere. Ad esempio il disbrigo delle pratiche e l’accompagnamento del detenuto in albergo».
Una mole di lavoro in più con Nardella pronto a rilanciare il vecchio e irrisolto problema degli istituti di pena italiani e dunque anche delle strutture abruzzesi: la grave carenza di personale di polizia penitenziaria.
«Sinceramente, pur rispettando il ruolo dei legislatori nel voler coltivare questa eventualità, in una fase storica in cui anziché aumentare il numero degli agenti di polizia penitenziaria è stato operato il taglio di 5.000 addetti», afferma il sindacalista, «sarà molto difficile che in futuro si possa andare in questa direzione».
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