Sesso nei night abruzzesi con le ragazze reclutate in foto

Il 4 giugno audizione protetta in tribunale di sei ballerine cubane che racconteranno le loro storie

L’AQUILA. Il giudice per le indagini preliminari ha fissato per il 4 giugno un’udienza nella quale si approfondiranno gli aspetti della mega-inchiesta con 41 indagati sullo sfruttamento della prostituzione nei night dell’Aquilano, provincia di Teramo e Marche.

Questo avverrà in seguito a incidente probatorio. «In quanto», spiega il giudice Giuseppe Romano Gargarella, che ha disposto il loro esame accogliendo la richiesta del pm Antonietta Picardi, «le loro dichiarazioni sono utili alla ricostruzione degli atti di indagine e le persone da loro indicate e identificate dal comando provinciale dei carabinieri dell’Aquila si sono difese nel merito esprimendo estraneità ai fatti».

Lo stesso giudice si è detto preoccupato, stando agli atti, circa la genuinità delle loro testimonianze. Egli ritiene che le loro escussioni non siano rinviabili a quando (e se) ci sarà un processo «in quanto il loro stato di vulnerabilità dovuto alle particolari attenzioni subìte, fanno ipotizzare un processo di immediata rimozione dei ricordi, tanto da alterare il quadro indiziario». Le giovani straniere, nelle loro denunce che hanno permesso di avviare le indagini, hanno specificato «cosa accadeva all’interno dei locali e le modalità di reclutamento delle ragazze» da avviare alla prostituzione.

Tra i quarantuno indagati ve ne sono alcuni che si sono occupati specificatamente dell’induzione alla prostituzione. Secondo le accuse i sospettati pretendevano una parte del denaro da esse guadagnato nei locali «quale provento del meretricio».

Dietro questa attività di prostituzione, come si appreso andando avanti nelle indagini, ci sarebbe stata una vera e propria organizzazione con dei compiti prestabiliti che andavano dal reclutamento in Africa e Sudamerica, per poi ottenere i visti di ingresso in Italia con documenti di dubbia legalità, e curare la permanenza delle donne e i loro spostamenti.

Curioso il fatto che le ragazze venivano fotografate e le loro immagini venivano inviate in Italia, forse per ottenere il gradimento da parte dei vertici dell’organizzazione. Come pure il fatto che, secondo le modalità previste, le ragazze avevano anche diritto a un giorno di festa alla settimana.Tutto questo ha indotto la Procura a contestare, sia pure con un capo di imputazione provvisorio, il grave reato di associazione per delinquere.

Comunque il caso è ancora aperto e molto dipenderà dal tenore delle testimonianze che saranno ascoltate a giugno.

Gli indagati sono assistiti dagli avvocati abruzzesi Francesco Valentini, Giulio Lazzaro, Antonio Valentini, Francesco Rosettini, Carmen Fasciano, Antonio Di Giminiani, Emilio Bafile. I legali della parte offesa sono i teramani Guido Talarico e Michela Manente.

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