Sesso nel night, 8 anni al gestore Cafarelli

Sentenza dopo un decennio di processi sul traffico di ragazze dall’Est, condannati altri 4 imputati
SULMONA. Pugno duro del tribunale sulmonese nei confronti degli imputati coinvolti nella vicenda del night club Malibù. L’inchiesta partì nel 2004 per un presunto giro di prostituzione di ragazze dell’Est, a cui si aggiunsero le accuse di immigrazione clandestina e violenza sessuale. Reati, questi ultimi, poi prescritti in dieci anni di processi e udienze a carico di undici imputati, cinque dei quali sono stati condannati. In totale sono quasi 27 gli anni di carcere e 650mila gli euro di multe comminate alle persone coinvolte a vario titolo nell’inchiesta che fece molto scalpore. La condanna più pesante è arrivata per il titolare del locale notturno, Ovidio Cafarelli, di Sulmona, difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta. L’imprenditore è stato condannato a otto di anni di reclusione e a una multa di 150mila euro, più il pagamento delle spese processuali, di quelle di mantenimento in carcere e all’interdizione perpetua dei pubblici uffici. Il titolare del night su viale della Repubblica è stato ritenuto il principale responsabile del traffico di ragazze provenienti dall’est Europa, che venivano poi invitate ad intrattenere i clienti del locale. Pugno duro anche per Gianni Bellò e Gianni Santi, ritenuti il collegamento fra l’estero e l’Italia. Entrambi hanno rimediato sei anni di carcere e una multa anche per loro di 150mila euro, a cui si aggiungono le stesse pene accessorie di Cafarelli. Le ragazze venivano scelte in base alla loro avvenenza e alla loro capacità di adescare e intrattenere i clienti, con l’unico intento di far entrare incassi extra. È stata riconosciuta colpevole anche la compagna di Cafarelli, Claudia Teslaru, ritenuta sua complice. La donna è stata condannata a tre anni e quattro mesi di reclusione e al pagamento di una multa di 100mila euro. Stessa pena inflitta anche a Ingrida Kusmoniene. (f.p.)
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