Sfollati, beffa equo canone Mancano i fondi regionali

23 Gennaio 2021

Progetto Case. Il governo impugna la legge che stanzia 200mila euro: non ci sono Il vicepresidente Santangelo denuncia: palesi omissioni, bisogna fare chiarezza

L’AQUILA . Torna in discussione l’abbattimento degli affitti a carico degli inquilini Ater sfollati e trasferiti negli alloggi di progetto Case e Map. A bloccare l’operazione, che avrebbe ridotto i canoni pagati dai cittadini costretti ad abbandonare le loro abitazioni lesionate dal sisma del 2009, è una questione economica. Il consiglio dei ministri, infatti, ha impugnato la norma regionale con cui sono stati stanziati i fondi necessari a compensare il taglio degli affitti da parte del Comune. La disposizione di legge è risultata priva di copertura economica. In sostanza, i 200mila euro destinati all’iniziativa non sarebbero effettivamente disponibili, per cui la compensazione predisposta sulla carta non può tradursi in pratica.
LO SCONTO. A imprimere la svolta, almeno annunciata, a una vicenda che si trascina da undici anni era stata la proposta di Roberto Santangelo, vicepresidente del consiglio regionale, che nella legge 32 approvata due mesi fa aveva fatto inserire un articolo desinato a stanziare il contributo per l’applicazione dell’equo canone alle famiglie sfollate. L’approvazione della norma era stata accolta sia dai diretti interessati che dal Comune come la soluzione al problema. Fino a quel momento, infatti, l’amministrazione non aveva potuto procedere all’abbattimento dei canoni perché era necessario equilibrare i minori incassi con altre risorse in bilancio.
LA POLEMICA. L’operazione, più volte trattata anche con apposite interrogazioni presentate in consiglio comunale, già qualche giorno fa aveva suscitato dubbi, alimentando lo scontro politico. I rappresentanti dell’opposizione Stefano Palumbo (Pd) e Paolo Romano (Italia viva) avevano espresso forti perplessità sull’effettiva concretezza dell’iniziativa legata all’adozione della norma regionale. Immediata era stata la replica di Santangelo che, confermando l’inserimento dei 200mila euro nella legge di bilancio della Regione, aveva respinto con fermezza le contestazioni. Il problema di copertura economica evidenziato dal consiglio dei ministri, dunque, blocca la procedura di assegnazione della somma e riporta gli inquilini Ater sfollati nella condizione di dover pagare l’affitto pieno.
C’È UN GIALLO. Santangelo, però, ribadisce la correttezza della sua iniziativa e reclama chiarezza. «Mi preme far notare che alla data dell’approvazione della norma le somme impegnate risultavano “libere, accertate, riscosse, disponibili e non vincolate”, come da certificazione del dirigente del servizio analisi economica, statistica e monitoraggio del consiglio regionale», precisa, «trovo la situazione paradossale e assurda, soprattutto nel momento in cui si tratta di un provvedimento con chiari risvolti sociali». Il vicepresidente dell’Emiciclo, dunque, ha inviato una comunicazione al direttore generale della Regione per avere chiarimenti sulle «palesi omissioni» che hanno portato all'impugnazione della norma. «Già il 30 novembre, con lettera protocollata, sensibilizzavo gli uffici competenti a monitorare la situazione», rileva, «occorre comprendere come e perché siano rimasti inutilizzati i 200mila euro che, essendo già allocabili e disponibili, erano previsti a copertura della misura». Santangelo si affida al governatore Marco Marsilio per sanare il difetto di comunicazione con il consiglio dei ministri e ripristinare la norma «ingiustamente impugnata». Nel frattempo invoca una verifica sull’operato del Servizio bilancio regionale «per capire cosa non abbia funzionato e stabilire se ci siamo responsabilità soggettive».
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