Sfruttamento degli operai In 17 rinviati a giudizio

27 Giugno 2019

La Procura: «Reclutati addetti nei cantieri della ricostruzione a basso costo» Tra gli imputati, ma con accuse più lievi, gli imprenditori Taddei. Assolto Lama

L’AQUILA. Sono 17 le persone rinviate a giudizio dal gup nell’inchiesta sul presunto sfruttamento degli operai nei cantieri della ricostruzione. Il reato contestato è quello dell’intermediazione illecita. Secondo accuse, ancora tutte da dimostrare, alcuni degli imputati, approfittando della situazione di disagio economico degli operai, facevano attività di intermediazione reclutando manodopera a basso costo a Caserta da impiegare per lavori di posa in opera di intonaci, tinteggiature, pavimentazioni e cappotti esterni in diversi cantieri aquilani. La Procura contesta la continua violazione di norme sugli orari di lavoro, ferie e riposo settimanale al punto da esporre gli operai a pericoli per la loro salute «formando, tra l’altro, falsi attestati relativi a corsi di formazione per le specifiche lavorazioni». Questo reato (603 bis, codice penale) è contestato a Michele Bottalico, geometra, pugliese, ma residente a Nereto (Teramo); Pietro Cavagnuolo, casertano, operaio; Giovanni Di Pasquantonio, di Valle Castellana (Teramo), amministratore della società Edil Montestella; Salvatore Tessitore e Vincenzo Tessitore, imprenditori; Raffaela Testa, casertana, dirigente della società dei Tessitore; Antonio Villamarino, operaio. Gli altri imputati, coinvolti a vario titolo, ma con accuse diverse e più defilate, sono Antonio Marrandino, Francesco Marrandino, Giuliano Marrandino, tutti della provincia di Caserta, ma residenti a Castel di Sangro; Arturo Narducci, teramano di nascita e residente a Poggio Picenze, direttore generale della ditta Taddei; Sabatino Sette, aquilano, geometra della ditta Taddei; i titolari di questa impresa edile (estranea alle indagini), Carlo Domenico Taddei e Danilo Taddei; Alessandro Spinelli, di Lanciano; Imane Khamriche, marocchino residente a Milano; Gianni Antonio De Laurentiis di Roccascalegna (Chieti).
Scagionato Luigi Lama, casertano, assistito dall’avvocato Marco Femminella.
Il pm ha contestato «una sistematica retribuzione svantaggiosa per le maestranze sfruttate in difformità dai contratti collettivi e sproporzionata rispetto alle qualità e quantità di lavoro prestato». L’avvocato Francesco Valentini, che assiste diversi imputati, ha invece sostenuto l’assenza di reali minacce che sono alla base del reato contestato ad alcuni.
Il processo inizierà il 25 ottobre. Nel corso del procedimento si era costituita l’associazione Codici.
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