Sfuma il tentativo di congelare la crisi

10 Giugno 2019

Clamorosa mossa in extremis di De Angelis per votare il bilancio: avrebbe potuto dare vita a una giunta tecnica

AVEZZANO. Sindaco nell’elenco degli ex dalle 24 di oggi: la breve era di Gabriele De Angelis – due anni di governo cittadino – caduto sotto il fuoco “amico” di 3 consiglieri di centrodestra mentre provava a lasciare gli ormeggi per dar vita al governo senza più i civici infiamma l’agorà della politica. Donato Aratari, uno dei consiglieri di “Responsabilità civica” al fianco del sindaco dalla prima ora, quando nacque la coalizione senza alcun simbolo di partito, spinto in minoranza – insieme ai colleghi Vincenzo Ridolfi, Maria Antonietta Dominici, Alessandro Pierleoni – dalla “mutazione genetica” del governo cittadino, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «All’epoca della nascita della coalizione», ricorda Aratari, «il sindaco aveva preso un impegno preciso: il nostro cammino sganciato dai partiti. Poi però ci si è infognato dentro e gli stessi partiti del centrodestra lo hanno fatto fuori. Il nostro passaggio all’opposizione è stata una scelta obbligata dettata dalla caratterizzazione di centrodestra». La mazzata letale è arrivata da 3 dei 4 “salvatori” della patria dell’anatra zoppa, a quei tempi tutti dell’Udc: Marco Natale, Luigia Francesconi sempre della Vela, mentre l’ex capogruppo, Leonardo Rosa, dopo l’adesione a Fd’I con la benedizione di Marsilio e Biondi, è approdato al misto. Ed è stato uno degli artefici dell’affondamento, dove il sindaco vede lo zampino del suo antagonista aquilano: Pierluigi Biondi, firmatario delle “richieste impossibili” di Fd’I per non staccare la spina. La storia, però, è finita male, mentre domani scatta l’iter prefettizio per la nomina del commissario straordinario fino a primavera. Per evitare il “de profundis” ieri è andato in scena un tentativo di consiglio straordinario per approvare il consuntivo entro le 24 di oggi e dar vita a un governo tecnico poi andato a vuoto. Sul tonfo di De Angelis arriva una stoccata dal consigliere di minoranza, Mario Babbo. «Quest’amministrazione nata dagli equivoci, che ha tentato di salvarsi con una fittizia caratterizzazione di centrodestra» sostiene Babbo, «significa che ad Avezzano oltre alle componenti civiche, c’erano due centrodestra e due centrosinistra». Babbo contesta al sindaco di aver cercato solo di salvare la poltrona sottovalutando i problemi come il «mercato e T-red: «con un po’ di ascolto», afferma, «dell’ex sindaco e dei suoi scudieri si potevano evitare quelle situazioni critiche per parlare della salvaguardia del tribunale, del corridoio Tirreno-Adriatico con dentro l’Interporto, del recupero di Antrosano e San Pelino, delle criticità dell’ex LFoundry, ma l’ex sindaco era impegnato a creare equilibri politici. Quello che è accaduto è un monito: gli avezzanesi non sono più disposti a perdonare».
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