Sfuma la ciclovia del Fucino Contributi dirottati altrove

Il primo tratto degli 8 km da Avezzano a Celano venne inaugurato in pompa magna Lilli (Gal): «Con i fondi metteremo in sicurezza il Parco dell’Incile». Ma è polemica
AVEZZANO. Accantonato il progetto della ciclovia che avrebbe dovuto collegare l’Incile con Borgo Ottomila. Il primo tratto di questa opera, voluta dalla presidente del Gal Marsica, Lucilla Lilli, e progettata dal Consorzio di Bonifica Ovest, è stato inaugurato in pompa magna alla fine dell’estate del 2021. Doveva collegare – lungo 8 km che costeggiano il canale centrale – l’Incile ad Avezzano con Borgo Ottomila a Celano. Erano stati stanziati 175mila euro. Per l’occasione era presente anche l’abruzzese Pierpaolo Addesi, della nazionale paraolimpica del ciclismo, reduce da tre Olimpiadi, che si era detto pronto a organizzare eventi sportivi una volta che la pista ciclabile sarebbe stata ultimata. Per l’inaugurazione dell’intera opera, che avrebbe costituito una grande risorsa per il territorio, si prevedevano tempi rapidi. Si parlava addirittura di Natale. Le aspettative di quanti non vedevano l’ora di potersi avvalere di questa struttura, incomprensibilmente, sono state disattese.
Le giustificazioni addotte dal Gal Marsica che avrebbe dovuto portare avanti i lavori della pista ciclabile sono di natura finanziaria. «Con i soldi a disposizione, dopo la rimodulazione da parte della Regione del piano di sviluppo locale (Psl)», dichiara la presidente Lilli, «abbiamo dovuto scegliere tra la ciclovia e la messa in sicurezza e la valorizzazione del Parco dell’Incile. Abbiamo optato per quest’ultime».
La pista ciclabile rientrava proprio nel progetto che prevedeva la sistemazione e la valorizzazione dell’Incile dove, attraverso l’emissario Torlonia, che ingloba anche quello dell’Imperatore Claudio, le acque del Fucino finiscono nel fiume Liri. «Per adesso», interviene Stefano Fabrizi, del consiglio di amministrazione del Gal, con delega alle opere in questione, «la ciclovia va accantonata e le 315mila euro di cui disponiamo destinate alla sistemazione e gestione del parco dell’Incile, su progetto del Consorzio di bonifica, che insieme alla Dmc Marsica sarà nostro partner. Alla pista ciclabile penseremo allorché disporremo di nuove risorse».
«Come è possibile», si chiede l’avvocato Crescenzo Presutti, vice presidente regionale della Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquea (Fipsas), «che con tutti i fondi messi a disposizione del nostro Paese dall’Unione europea, a cominciare da quelli del Pnrr, che non si riesce neppure a spendere, non si trovino i soldi per realizzare una pista ciclabile? È solo questione di soldi o vi sono altri motivi per cui questa benedetta ciclovia la si accantona? Ci si rende conto davvero dei benefici che essa arrecherebbe alla collettività e dell’importanza che avrebbe nella tutela dell’ambiente e della salute? Speriamo ardentemente che questa opera la si porti a compimento senza ulteriori indugi».
A essere trasformata in pista ciclabile sarebbe una veccia strada sterrata di circa otto chilometri che corre parallela al collettore centrale, collegando l'incile, nel comune di Avezzano, con Borgo Ottomila, frazione di Celano.
Una strada che, all’infuori degli agricoltori del Fucino, che l’utilizzano per spostarsi con i trattori, e dei pescatori sportivi, finora nessuno conosceva. Una pista ciclabile che agevolerebbe lo spostamento di disabili e anziano a piedi, con sedie a rotelle, veicoli elettrici monoposto e bici elettrice a tre ruote.
La realizzazione comporta la messa insicurezza degli argini del collettore centrale e la copertura della strada sterrata, larga circa 4 metri, con una coltre di ghiaia.
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