Sgarbi: «Voglio un sindaco che parli e scriva in latino»

15 Dicembre 2020

Il critico è tornato in città deciso a fare una coalizione con il centrodestra «Ho incluso Sulmona tra le città più belle dove presenterò la lista Rinascimento»

SULMONA. L’aveva promesso e l’ha fatto: ieri sera, questa volta indossando rigorosamente la mascherina, Vittorio Sgarbi è tornato a Sulmona per presentare il suo progetto politico per le prossime elezioni amministrative della città. Lo ha fatto in un incontro con le forze del centrodestra nell’abitazione della consigliera comunale di Fratelli d’Italia Elisabetta Bianchi. Un incontro piuttosto affollato in cui il critico ha ribadito la sua volontà di sfidare l’attuale primo cittadini Annamaria Casini, ma non come candidato sindaco. «Il nome del candidato uscirà dalla sintesi che ci appresteremo a fare con gli altri alleati del centrodestra», sottolinea Sgarbi, «posso solo assicurarvi che sarà una persona di alto profilo, degno di amministrare una città splendida come Sulmona». Parlando del suo progetto politico Sgarbi ha ricordato che dal 2017 ha fondato un movimento che si chiama Rinascimento che ha avuto problemi nella presentazione delle liste nel 2018. È rimasto poi congelato finché lo ha riproposto per la candidatura a sindaco di Roma, nelle elezioni a Sutri e di Aosta dove ha ottenuto il 25%, più di ogni altro partito prima di andare al ballottaggio per poi perdere. «Il 25% è però un dato importante e allora nella prospettiva delle prossime elezioni, prima delle politiche che ci saranno nel 2023», rivela il parlamentare, «ci sono molte città che andranno al voto nel 2021 e presenterò pertanto le liste a Roma, Milano, Bologna, Torino, Napoli e in altre realtà importanti come Sulmona. Dopo la discussione sorta sulla mascherina ho pensato di includere anche Sulmona. Ma la lista Rinascimento non si presenterà da sola come è avvenuto a Sutri», chiarisce, «dove ho vinto tranquillamente, ma si presenterà in coalizione. La coalizione punterà tutto sulla civiltà, sulla cultura, sulla bellezza, sull’arte e sulla storia di Sulmona rappresentate dal Premio Sulmona e da Ovidio. Mi piacerebbe che il sindaco di Sulmona potesse essere un uomo che parla latino e che fa i documenti in latino», conclude Sgarbi, «una celebrità nel mondo come Nicola Gardini, cioè un grande latinista che simbolicamente restituisca la città alla sua fonte di più alta tradizione culturale. Se Sulmona facesse delle ordinanze in latino sarebbe meraviglioso». (c.l.)
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