Sgomberato il centro di accoglienza

Roccaraso, il provvedimento disposto dalla prefettura. Per i 56 migranti trasferimento in altre realtà
ROCCARASO. Sgomberato il centro di accoglienza allestito in un albergo di Roccaraso. La decisione è stata presa dalla prefettura dell’Aquila in quanto, a seguito di alcuni controlli, la struttura non sarebbe risultata idonea ad accogliere i migranti. Cinquantasei quelli complessivamente ospitati nella struttura alberghiera ora svuotata. L’immobile, situato nel centro abitato del paese, da anni è adibito a struttura di accoglienza. Ma dopo le ultime ispezioni da parte delle autorità competenti l’albergo è stato dichiarato non più idoneo per questo tipo di servizio. Il provvedimento, che porta la firma del viceprefetto Malgari Trematerra, è stato disposto per «gravi difformità e carenze per quanto attiene le misure di sicurezza sui luoghi di lavoro». Problematiche emerse dopo il rapporto presentato dai vigili del fuoco del distaccamento di Castel di Sangro.
Sembrerebbe, infatti, che il sopralluogo effettuato nel centro di accoglienza abbia fatto emergere la non conformità dei requisiti richiesti e il mancato rispetto delle condizioni igienico-sanitarie. I migranti presenti a Roccaraso, secondo quanto disposto sempre dalla prefettura, saranno ora sistemati a Canistro, L’Aquila, Pescasseroli, Roccacinquemiglia e Castel di Sangro. A seguito del provvedimento della prefettura scende anche il numero dei migranti presenti a Roccaraso, dove attualmente trovano comunque accoglienza circa un centinaio di stranieri. L’elevato numero delle persone ospitate nei centri di accoglienza dell’Alto Sangro aveva spinto nei mesi scorsi gli amministratori locali a chiedere l’intervento del Ministero. Il tutto lamentando l’impossibilità di tenere sotto controllo la situazione. Per i sindaci del comprensorio, infatti, l’applicazione del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) in ogni singolo paese sarebbe impraticabile alla luce della ridotta capacità demografica di gran parte dei comuni montani. E così i primi cittadini di Alfedena, Pescocostanzo, Roccapia, Roccaraso, Villetta Barrea, Opi, Ateleta, Civitella Alfedena, Scontrone, Rivisondoli e Castel di Sangro hanno deciso di sostenere l’attivazione di un centro di “seconda accoglienza” territoriale a Pescasseroli, nella capitale del Parco nazionale d’Abruzzo. Il sistema è finanziato attraverso il Fondo nazionale e prevede anche assistenza e lavoro per gli ospiti, ma il progetto è ancora in cantiere.
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