Sgravi fiscali e tassa di scopo: come rilanciare bar e ristoranti

11 Febbraio 2021

Le proposte della Fipe Confcommercio: «Provvedimenti urgenti per evitare il collasso del settore» Stratta e Maccarone analizzano la situazione della categoria: «Ristori per coprire affitti e utenze»

L’AQUILA. «Subito provvedimenti efficaci e concreti a favore dei pubblici esercizi». La richiesta arriva dalla Fipe-Confcommercio L’Aquila, «per evitare il collasso del settore, che già prima della pandemia presentava, nel nostro territorio, gravi criticità». A parlare sono il presidente provinciale Fipe L’Aquila Daniele Stratta e il presidente onorario Fipe L’Aquila e consigliere nazionale Fipe Mario Maccarone, attivi dall’inizio dell’emergenza sia a livello locale che nazionale.
IL CONTESTO NAZIONALE. Nel contesto della crisi economica dovuta all’emergenza Covid-19 le imprese della ristorazione e, in generale la categoria dei pubblici esercizi, stanno subendo, secondo l’associazione di categoria, le conseguenze finanziarie più drammatiche dall’epoca del Dopoguerra: sono state tra le prime ad essere chiuse e continuano a essere oggetto di pesanti restrizioni che, disposte in base al “colore” di zona, non tengono in minima considerazione i tempi di programmazione necessari per l’organizzazione aziendale. Il risultato, nel 2020, è stato una perdita di fatturato pari a 38 miliardi di euro per il settore, con una diminuzione percentuale compresa tra il 50 e il 65%, fino all’80% nei centri urbani particolarmente vocati al turismo, come è stato verificato da una ricerca dell’ufficio Studi Fipe-Confcommercio.
«Il nuovo anno, purtroppo», sottolineano Stratta e Maccarone, «è iniziato con il perdurare di pesanti misure restrittive e, tenuto conto che finora i pubblici esercizi hanno già affrontato un periodo di formale chiusura di 160 giorni, è chiaro che, con tali premesse, le imprese di piccole dimensioni non sono in grado di sopravvivere.
Quanto appena detto trova conferma nel numero di cessazioni, pari a 22.600, verificatesi nel corso del 2020 così come nel drastico calo del numero di nuove imprese che passa da 13.185 del 2019 a 9.207 del 2020, quest’ultimo un dato estremamente preoccupante se consideriamo la prospettiva dello sviluppo produttivo e occupazionale del comparto».
DRAMMA DEL TERRITORIO. «In questo drammatico quadro generale», aggiungono Stratta e Maccarone, «le imprese di pubblico esercizio della nostra provincia e in particolare del capoluogo, già fortemente provate dai ripetuti eventi calamitosi degli ultimi anni, che ne hanno messo a dura prova la sopravvivenza in un contesto economico che già prima della pandemia presentava gravi criticità, non hanno più ossigeno per andare avanti e necessitano di misure urgenti, adeguate ed efficaci».
COSA FARE. Le richieste: si parte dalle previsione di ristori non più commisurati alla percentuale di riduzione di fatturato, ma agli effettivi costi mensili di gestione aziendale quali affitti e utenze. Poi l’adozione di protocolli specifici che consentano la cessione, con reale beneficio e senza aggravio di costi per l’esercente, delle varie forme di credito: «Attualmente, la gran parte delle banche non è disposta ad accettare la cessione», dicono Stratta e Maccarone, «a causa della mancanza di relative disposizioni procedurali e, cosa ancora più grave, istituti finanziari privati chiedono in cambio una percentuale fino al 30%». Si chiedono anche l’esenzione dal pagamento del canone Rai e delle tariffe Siae per tutti i periodi di chiusura obbligatoria e di apertura con orario ridotto e l’istituzione, a favore delle imprese in difficoltà a causa dalla emergenza epidemiologica, di una tassa di scopo del 5% derivante da appalti pubblici, così come già fatto con la percentuale del 4% sui fondi della ricostruzione post-sisma 2009, «grazie alla quale è stato possibile finanziare, all’Aquila, il progetto “Fare Centro”, più volte citato, a titolo di esempio, anche da Confcommercio nazionale. Siamo convinti», concludono i rappresentanti di Fipe L’Aquila, «che solo adottando al più presto misure concrete, idonee ed efficaci in grado di offrire un supporto effettivo alle imprese del comparto si potrà evitare il collasso di un settore di fondamentale importanza per la nostra economia sia in termini di Pil che di volume occupazionale».
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