Si accascia alla cerimonia: addio alla penna nera Ianni

1 Settembre 2023

Il malore tra la folla della Villa comunale, il 75enne portava i fiori alla stele 

L’AQUILA. Aveva in mano un mazzo di fiori che avrebbe dovuto poggiare sulla stele dedicata a Michele Jacobucci, fondatore della sezione Abruzzi dell’Associazione nazionale alpini. Poco prima di arrivare al monumento (che si trova alla Villa comunale, a fianco al palazzo dell’Emiciclo) si è accasciato, stroncato da un infarto. È “andato avanti” così, per usare il linguaggio caro alle penne nere, Claudio Ianni, 75 anni, residente nel quartiere San Giacomo dell’Aquila, titolare di una impresa edile. Lascia la moglie e due figli. Sin da prima del terremoto era il presidente del gruppo alpini intitolato a Michele Jacobucci e il destino ha voluto che sia deceduto proprio a due passi dalla stele che lo ricorda. Il fatto è avvenuto ieri pomeriggio intorno alle 16.30.
A raccontare quello che è accaduto è Raffaele Vivio, presidente del comitato organizzatore del sesto raduno “Ricordando il Battaglione alpini L’Aquila”, comitato di cui anche Claudio Ianni faceva parte e con cui nei mesi scorsi aveva lavorato fianco a fianco.
L’INIZIO DEL RADUNO
«In questi ultimi giorni», dice, «con Claudio ci siamo sentiti in continuazione per mettere a punto gli eventi del raduno, lui come al solito si è messo a disposizione con grande generosità. Era un uomo a cui non piaceva apparire ma era sempre in prima linea quando si trattava di lavorare e dare una mano. Il pomeriggio è iniziato in maniera puntuale e secondo il programma previsto. Ci siamo ritrovati prima in piazza Battaglione Alpini dove abbiamo deposto una corona di alloro alla lapide dei Caduti, poi abbiamo sfilato per corso Vittorio Emanuele, piazza Duomo, corso Federico II e siamo andati nel parco della Memoria per un omaggio floreale alle vittime del sisma. Siamo poi risaliti alla Villa comunale per la cerimonia prevista al monumento ai Caduti che si trova proprio davanti al Palazzo dell’Emiciclo. Claudio l’ho visto come al solito, sereno e tranquillo, niente faceva sospettare quello che sarebbe successo di lì a poco».
LA TRAGEDIA
«Prima di incamminarci verso la stele dedicata a Jacobucci», continua Vivio, «ho dato un mazzo di fiori a Claudio e gli ho detto: visto che sei il capogruppo del Jacobucci è giusto che sia tu a deporre i fiori sul monumento. Claudio ha preso il mazzo di fiori e io mi sono incamminato davanti a lui. Si trattava di fare 50 metri. A un certo punto con la coda dell’occhio mi sono accorto che non mi stava più seguendo. Mi sono girato e l’ho visto a terra. Dopo meno di un minuto è arrivata l’ambulanza che era al seguito della sfilata e dopo pochissimi minuti è giunto anche il 118. Gli operatori sanitari hanno fatto l’impossibile per cercare di salvarlo ma purtroppo non c’è stato nulla da fare». Nel luogo della tragedia si trovava, tra le penne nere e la folla di curiosi, anche il consigliere regionale Massimo Verrecchia: « Sono stati attimi drammatici, sentite condoglianze alla famiglia».
Da quel momento il raduno – che doveva essere un momento di ricordo ma anche di festa – si è trasformato in tragedia. L’iniziale incredulità per una morte così improvvisa e senza che si sia potuto fare nulla, ha ceduto subito il posto al dolore. Claudio Ianni era molto conosciuto in città. Il gruppo alpini che presiedeva ha più di cento iscritti, partecipa a tutte le iniziative delle penne nere e negli anni ha realizzato anche opere sociali nelle quali Ianni è stato sempre in prima linea. Basti ricordare il contributo alla ristrutturazione della chiesetta della Madonna della Neve a Campo Imperatore, la sistemazione di una targa-ricordo sulla vetta del Corno Grande o l’impegno nell’organizzazione del raduno nazionale del 2015. Di recente il gruppo “Jacobucci” ha rinnovato il gemellaggio “all’insegna della fratellanza alpina” con il gruppo di Penne, di Orsogna e di gruppo alpini di Orsogna e il gruppo alpini di Leonessa (Rieti). «Tutti gli alpini d’Abruzzo, la grande famiglia dell’Ana, l'associazione “Jemo ’nnanzi” e tutto il mondo del volontariato aquilano ti ricorderanno sempre e ricorderanno sempre la tua grande generosità e disponibilità», scrive la sezione Abruzzi dell’Ana. «Ci stringiamo in un forte abbraccio alla tua famiglia e ai fratelli alpini, cui porgiamo le nostre più sentite e sincere condoglianze».
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