Si allarga l’indagine su D’Amico: i carabinieri dai commercialisti

I loro studi perquisiti dopo le sedi dell’Asl e l’abitazione della funzionaria e assessore comunale I vertici dell’azienda: «La più ampia collaborazione». Per ora il sindaco Caruso non le toglie le deleghe
SULMONA. Dal comando provinciale dei carabinieri continuano a mantenere uno strettissimo riserbo sull’operazione in atto nei confronti dell’Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila e di alcuni suoi funzionari sul filone degli appalti e delle assunzioni. Da lunedì mattina sono in corso perquisizioni nella sede di Castel di Sangro e nella sede aquilana dell’Asl e ieri sono proseguite negli studi di due commercialisti vicini a Michela D’Amico. La funzionaria dell’azienda sanitaria e assessore del Comune del capoluogo sangrino è finita nel mirino dei carabinieri in qualità di titolare del settore Acquisizione beni e servizi dell’Asl. È stata raggiunta da avviso di garanzia in cui si ipotizza l’abuso d’ufficio. Bocche cucite anche dall’Asl, che ieri mattina è intervenuta sulla vicenda con uno scarno comunicato di poche parole in cui si conferma «Piena fiducia nella magistratura». Aggiungono i vertici aziendali: «L’Asl offre la più ampia collaborazione alle autorità inquirenti affinché possano svolgere al meglio l’attività di indagine e fare piena luce sulla vicenda non solo nell’interesse dell’azienda ma anche di tutta la comunità».
Al vaglio degli inquirenti, le assunzioni stipulate in seno all’azienda sanitaria destinate anche all’ospedale di Castel di Sangro. Tra le assunzioni finite sotto esame ci sarebbe anche quella di una parente dell’indagata. E poi anche un paio di gare d’appalto relative all’acquisto di macchinari e materiali, oltre a servizi che sarebbero stati tolti a ditte e assegnati ad altre senza la regolare procedura. Le accuse sono contenute in una denuncia fatta pervenire ai carabinieri.
Dopo aver posto i sigilli nell’ufficio aquilano dell’indagata, i carabinieri stanno procedendo ad esaminare documenti e determine al fine di accertare la regolarità delle procedure adottate dalla funzionaria. Accurati controlli sono stati eseguiti anche negli uffici di Castel di Sangro della Asl e nell’abitazione di D’Amico, dove sono stati acquisiti documenti che gli investigatori, ritengono interessanti.
Ieri il sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso ha precisato che, al momento, non esistono validi motivi per adottare provvedimenti nei confronti dell’indagata. «Non conosciamo nulla dell’operazione in atto», ha spiegato il primo cittadino, «tutto quello che sappiamo l’abbiamo letto sui giornali. Si parla di un avviso di garanzia che avrebbe raggiunto il nostro assessore. Non ci sembra, al momento, una motivazione che possa giustificare qualsiasi tipo di iniziativa da parte del Comune».
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