Si fa scudo della figlia per fermare gli agenti

20 Aprile 2017

Arrestato dalla Volante un albanese dopo la richiesta di aiuto della convivente minacciata

L’AQUILA. Ancora un arresto, il sesto nel giro di una settimana, da parte della squadra Volante, un triste record che conferma come i delitti contro la persona e lo spaccio di droga non sembrano avere fine.

La scorsa notte, infatti, la squadra Volante ha arrestato un ventunenne albanese, del quale non viene riportato il nome per esigenze di protezione della privacy della figlia minorenne, per i reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Alle 23,45 di martedì scorso , in particolare, è arrivata alla sala operativa della questura una richiesta di aiuto da parte di una donna, la quale riferiva che, a seguito di una lite, era stata minacciata dal convivente, persona con cui ha avuto da poco una bambina, e di temere per la propria incolumità e quella della piccola.

Venivano inviati in via Colagrande, sul luogo della richiesta, due equipaggi della Volante che hanno dapprima provveduto a sedare la lite, non senza difficoltà in quanto l’uomo, in palese stato di ubriachezza, al tentativo di dialogo degli agenti e alla successiva richiesta di esibire i documenti, facendosi scudo della figlia piccola, ha iniziato a provocare e a minacciare con aggressività i poliziotti.

Gli agenti, nonostante lo stato di particolare agitazione del ragazzo, dopo un lungo dialogo sono riusciti a strappare la piccola dalle mani dell’uomo consegnandola alla madre e tutelandone l’incolumità.

A questo punto, però, l’uomo ha reagito e si è scagliato contro gli operatori, coordinati dal dirigente Roberto Mariani, ingaggiando con essi una breve colluttazione nel corso della quale due agenti sono rimasti lievemente feriti.

ll giovane albanese, pertanto, una volta riportato alla calma, è stato accompagnato negli uffici della questura e successivamente, su disposizione del magistrato di turno David Mancini, è stato tratto in arresto per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate dal fatto di essere state commesse in danno di due agenti di polizia.

Ieri mattina è stato portato davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale, Giuseppe Romano Gargarella. Questi ha convalidato il fermo di polizia giudiziaria e lo ha scarcerato, ma ha previsto l’obbligo di firma per tre volte al giorno negli uffici di polizia giudiziaria. Nei prossimi giorni ci sarà il processo per direttissima davanti al tribunale. Lo assiste l’avvocato Simona Fiorenza.(g.g.)

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