Si profila una corsa a due alla Fondazione Carispaq

22 Ottobre 2019

Giovedì si riunisce l’Assemblea generale per eleggere il nuovo presidente L’ex direttore Sanofi Marola e il giurista Marinelli si contendono l’incarico

L’AQUILA. Tra due giorni si conoscerà anche il destino della presidenza dell’assemblea della Fondazione Carispaq. Un organo importante, che oltre a controllare il consiglio di amministrazione della Fondazione, ha anche il controllo delle azioni della Bper, di cui è socio privato con una quota rilevante.
Un ruolo quindi fondamentale, che potrebbe tornare all’Aquila – visto che la presidenza del cda della Fondazione è andata a Sulmona, con l’elezione di Domenico Taglieri – in quanto i candidati principali sono due: Raffaele Marola e Fabrizio Marinelli. L’assemblea si riunirà giovedì.
Raffaele Marola è ex direttore di Sanofi Aventis e poi ad di altri poli nel settore chimico-farmaceutico, oltre a ricoprire l’incarico di consigliere della Fira, la Finanziaria della Regione Abruzzo.
Fabrizio Marinelli è professore universitario, docente di diritto privato (come il suo “amico” Giuseppe Conte, presidente del Consiglio), avvocato civilista, tra i maggiori esperti di Usi civici. Ha scritto molti libri e trattati su argomenti giuridici e attualmente riveste diversi incarichi.
Molto impegnato nella sua professione e nei suoi numerosi incarichi – al punto che, come ha confessato al collega Giustino Parisse in un’intervista sul Centro del 6 giugno 2018, è stato costretto a rinunciare ai suoi hobby preferiti, ovvero il tennis e lo sci – sembrerebbe quasi “sprecato” alla presidenza dell’Assemblea della Fondazione Carispaq.
Comunque i soci saranno chiamati alla votazione per l’elezione del nuovo presidente, mentre sul fronte del Consiglio generale della Fondazione, sembra che Roberto Marotta – ex presidente, attuale consigliere di amministrazione (insieme a Maria Cristina Cervale, Alberto Flammini, Fabrizio Politi, Giovanni Seritti e Armando Sinibaldi) e attuale presidente dell’Accademia delle Belle arti dell’Aquila) – possa andare a occupare la poltrona di vice di Domenico Taglieri. Si tratta di una carica, quella della presidenza dell’Assemblea della Fondazione, che sembra voli molto più alto della semplice politica spartitoria a livello locale. E per locale s’intende l’intera provincia. Anche perché L’Aquila non ha ancora assorbito la “botta” della mancata elezione di un aquilano, così come è praticamente quasi sempre stato, con qualche rarissima eccezione, dall’anno della nascita. La Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila, è un’organizzazione benefica che è stata il prodotto della riforma bancaria del 1992. La fondazione era proprietaria della Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila SpA. L’Assemblea generale, invece, è molto antica ed è quella che ha fatto nascere la Cassa di Risparmio.
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