Si sblocca il restauro dei dipinti

2 Febbraio 2021

Collemaggio, via libera dopo dodici anni di attesa al recupero delle opere d’arte

L’AQUILA. Dopo più di dieci anni dallo stanziamento dei fondi, si è finalmente vicini all’affidamento dei lavori di restauro e ricollocamento di quattro opere d’arte danneggiate dal sisma, che prima del 2009 erano esposte nella basilica di Santa Maria di Collemaggio. L’ex segretario regionale per i beni culturali, Stefano D’Amico, ha infatti firmato, prima di lasciare il posto a Nicola Macrì, una determina per il recupero di quattro dipinti: “Maria riceve doni dal popolo ebraico”, “Rinuncia di Celestino V al papato”, “Morte di San Pietro Celestino” e “L’incoronazione di Celestino V”. Per le opere sono stati messi a disposizione 47.200 euro da parte dell’associazione Panta Rei, già nel 2010. A causa di una serie di intoppi burocratici, tuttavia, è stato necessario espletare tre gare di appalto per l’aggiudicazione delle opere. Il Centro è tornato a occuparsi della vicenda lo scorso 20 gennaio. L’architetto Carla Pancaldi è stata nominata responsabile unico del procedimento ed è stata effettuata una stima secondo cui l’ammontare dei lavori risulta pari a oltre 33.000 euro.
La ditta appaltatrice sarà estratta tramite sorteggio elettronico tra i due operatori economici già proposti dal Rup nell’ambito della seconda procedura di affidamento e «individuata nell’elenco degli operatori accreditati e abilitati sulla piattaforma telematica di cui si è dotata l’amministrazione, non assegnataria di incarichi nell’ultimo triennio».
L’operatore economico estratto sarà invitato a presentare un’offerta a ribasso sull’importo posto a base di gara: 28.881 euro (a cui vanno aggiunti oltre 4.000 euro di oneri della sicurezza). Sulla questione aveva chiesto chiarimenti nelle scorse settimane Maria Grazia Lopardi, presidente dell’associazione Panta Rei. La vicenda è datata: il Segretariato aveva approvato alla fine di novembre 2019 il progetto di restauro dei 4 dipinti, redatto dai funzionari della Soprintendenza e avviato nel mese successivo le procedure per l’appalto dei lavori. All’esito negativo della gara, conclusa a fine febbraio 2020, è stata avviata una nuova procedura, ma l’impossibilità, causa Covid, di espletare il sopralluogo obbligatorio e preventivo nei depositi nel museo Paludi di Celano, dove sono conservate le opere d’arte, ha richiesto tempi lunghi per una nuova gara. Un altro inconveniente ha però ritardato l’affidamento delle opere: la ditta invitata ha improvvisamente comunicato la propria rinuncia. È stato perciò necessario espletare per la terza volta l’iter per una nuova gara. Questa, però, dovrebbe essere la volta buona per arrivare al recupero delle opere lasciate fuori dal restauro della basilica, restituita nel 2017 alla città, grazie ai lavori finanziati dall’Eni. (m.c.)
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