Si teme una faida tra due bande Rafforzata la vigilanza in città

25 Agosto 2023

Coinvolte famiglie rom e albanesi. La lite fuori dal locale sarebbe stata preceduta da un duro confronto Il 48enne è ufficialmente indagato per lesioni personali: colpo a segno, altri tre sono quelli inesplosi

AVEZZANO. Dopo gli spari davanti alla discoteca, ora si teme una faida tra bande rivali per motivi di ritorsione. Le forze di polizia hanno intensificato le misure di controllo e repressione per scongiurare ulteriori episodi di violenza. Un fascicolo è stato consegnato alla procura della Repubblica di Avezzano e c’è già una persona formalmente indagata. Un decreto di convalida di sequestro è stato emesso dal sostituto procuratore Luigi Sgambati, titolare dell'inchiesta, nei confronti di C.M., 48 anni, che era stato sottoposto al test dello stub per rilevare eventuali tracce di polvere da sparo. L’uomo è indagato per il reato di lesioni personali aggravate dall’uso di armi.
Il rom è accusato di aver esploso un colpo di pistola che ha raggiunto all’addome C.Z., buttafuori albanese, causandogli una ferita all’addome giudicata guaribile in 20 giorni. È stato trovato e sequestrato dagli investigatori un bossolo esploso calibro 22.
Tre, invece, i colpi inesplosi, probabilmente a causa di una pistola che si è inceppata e che per tre volte non ha sparato. I reperti sono stati consegnati al reparto scientifico dei carabinieri. L'indagato, difeso dagli avvocati Raffaele Mezzoni e Massimo Mercurelli si è difeso dichiarandosi estraneo ai fatti. «Non ho esploso alcun colpo di pistola», ha dichiarato, «e dimostrerò la mia piena innocenza».
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, alla base della vicenda ci sarebbero questioni rimaste in sospeso tra le comunità locali di rom e albanesi. Vecchie ruggini che sarebbero sfociate nella sparatoria di sabato notte. Non si tratterebbe quindi di una lite nata in modo estemporaneo davanti alla discoteca. Secondo i primi accertamenti eseguiti dai carabinieri, infatti, ci sarebbe stata una discussione avvenuta precedentemente in un bar che si trova in pieno centro ad Avezzano.
Protagonisti della vicenda due giovani di Avezzano, appartenenti alla locale comunità rom, e un ragazzo albanese (non si tratta di quello rimasto ferito), che farebbe parte dell'entourage di un’agenzia che si occupa di sorveglianza e sicurezza. Ci sarebbe stato uno scambio di accuse reciproche legate a vecchie questioni. Nella vicenda sarebbero coinvolte anche altre persone. Si tratta di tre uomini oggetto di indagini da parte dei carabinieri, tutti avezzanesi e componenti della comunità rom locale. Intanto, continuano le analisi delle immagini delle telecamere presenti all’esterno del locale e nella zona ma non sarebbero emersi fotogrammi utili a risolvere il caso.
Gli inquirenti stanno vagliando anche un filmato che conterrebbe il passaggio di un’auto davanti alla discoteca proprio nel momento in cui è stato esploso il colpo di pistola. Le indagini dei carabinieri sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Avezzano Ugo Timpano.
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