Si temono attacchi informatici: l’Asl rimpiazza l’antivirus russo

3 Aprile 2022

Provvedimento urgente del manager Romano: sostituito il sistema di sicurezza, spesi 40mila euro L’allarme sui potenziali pericoli del software era stato evidenziato anche dall’ex prefetto Gabrielli

L’AQUILA. La Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila per motivi di sicurezza ha acquistato un nuovo antivirus a tutela del sistema informatico. Fino a oggi l’antivirus utilizzato dall’Asl (ma anche da molte amministrazioni pubbliche) era di origine russa. La spesa sfiora i 40mila euro. Lo si apprende da una delibera firmata dal direttore generale Ferdinando Romano nella quale si legge: «Questa Asl si avvale di una infrastruttura informatica complessa, divenuta nel tempo elemento determinante in tutte le aree produttive aziendali, tanto in quelle prettamente sanitarie, quanto in quelle amministrative e logistiche; in linea con quanto indicato dall’Agenzia per l’Italia digitale, negli anni sono stati realizzati continui interventi sui sistemi informativi aziendali volti a potenziare e attualizzare tali strumenti nelle componenti hardware e in quelle software; in relazione alle esigenze di sicurezza dei sistemi informativi aziendali, con particolare riguardo alle componenti software sia sistemistiche e sia applicative, questa Asl si è dotata di prodotti software specifici che, nel tempo, hanno richiesto un continuo aggiornamento per garantirne l’efficacia; nel 2020 è stato acquisito un software antivirus di produzione russa. Il Servizio sistemi informativi – si legge ancora nella delibera – ha richiesto la fornitura di un nuovo software antivirus aziendale, in sostituzione di quello attualmente in utilizzo. In tale richiesta è stato sottolineato il carattere di urgenza della fornitura del nuovo software di sicurezza, in relazione ai possibili rischi derivanti da attacchi informatici. È necessario quindi garantire con ogni possibile urgenza, la sicurezza dei sistemi informativi aziendali, in relazione ai nuovi rischi determinati dallo scenario internazionale legato al conflitto bellico in atto». Degli aspetti legati all’antivirus russo e ai dubbi relativi al suo utilizzo, dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, aveva parlato nelle scorse settimane anche Franco Gabrielli, prefetto dell’Aquila nell’immediato post sisma e oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza nazionale: «Dobbiamo liberarci della dipendenza dalla tecnologia russa. Per esempio da quella dei sistemi antivirus prodotti dai russi e utilizzati dalle nostre pubbliche amministrazioni per evitare che da strumento di protezione possano diventare strumento di attacco». L’antivirus russo, da quanto è emerso, è fra i più utilizzati al mondo. In Italia sarebbero circa 2.700 le partnership con il settore pubblico.
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